

La mostra “Trofei d’Oltremare: una storia da riscrivere” è visitabile negli orari del Museo, ma ogni giovedì di luglio (dal 9) il percorso si arricchisce con visite guidate che accompagnano il pubblico in una lettura critica delle collezioni naturalistiche.
“Trofei d’Oltremare” mette in discussione l’idea di reperto come testimonianza neutra della natura, riportando invece al centro le condizioni storiche, politiche e culturali che ne hanno segnato la formazione.
Protagonista è la collezione di Vittorio Tedesco Zammarano: reperti africani a lungo letti come semplici campioni biologici, ma legati a dinamiche coloniali di estrazione e possesso della biodiversità. Fotografie e documenti d’archivio approfondiscono inoltre il ruolo delle immagini nella costruzione di un immaginario dell’Africa come spazio “da ordinare e dominare”.
Le visite guidate diventano così un’occasione per attraversare la mostra come esercizio di sguardo critico, dal Museo come semplice contenitore al Museo come spazio di riflessione sulle proprie responsabilità storiche.
Quando? Giovedì 9, 16, 23 e 30 luglio ore 18:00
Dove? Al Museo Friulano di Storia Naturale in via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 32
Come partecipare? Le visite guidate sono gratuite con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Per effettuare la prenotazione scrivere a:
La mostra sarà visitabile dal 7 luglio fino al 22 novembre 2026 nei nuovi orari del museo: martedì–venerdì: 14:00–18:00; sabato: 10:00–18:00


Cosa raccontano davvero i reperti custoditi in un museo? E cosa accade quando decidiamo di guardare quelle collezioni da un punto di vista diverso?
Sabato 4 luglio alle 18.00 il Museo Friulano di Storia Naturale inaugura “Trofei d’Oltremare. Una storia da riscrivere”, una mostra che invita il pubblico a una rilettura critica delle collezioni zoologiche, etnografiche e fotografiche legate alle esplorazioni italiane in Africa.
A quindici anni dalla mostra Hic sunt leones, il Museo torna a riflettere sulle esplorazioni in Africa, ma il punto di vista cambia radicalmente: non più il racconto dell’impresa e della scoperta, ma una riflessione sulle relazioni di potere che hanno accompagnato il colonialismo e sul ruolo che scienza, musei ed esplorazioni hanno avuto nella costruzione di quell’immaginario.
Al centro del percorso si trovano gli animali africani della collezione novecentesca di Vittorio Tedesco Zammarano che, affiancati da reperti, fotografie e documenti d’archivio, diventeranno veicolo per esplorare temi come: caccia grossa, legame tra scienza ed espansione coloniale e costruzione di un’immagine dell’Africa funzionale ai progetti politici ed economici dell’epoca.
Quando? Inaugurazione 4 luglio 2026 alle ore 18:00.
Dove? Al Museo Friulano di Storia Naturale in via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 32
Come partecipare? L’evento è gratuito fino a esaurimento posti, per informazioni scrivere a
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La mostra sarà visitabile dal 7 luglio fino al 22 novembre 2026 nei nuovi orari del museo: martedì–venerdì: 14:00–18:00; sabato: 10:00–18:00; domenica e lunedì chiuso


La produzione videografica di Vittorio Tedesco Zammarano si colloca in un contesto in cui l’esplorazione dell’Africa contribuisce a costruire un immaginario potente e persuasivo. Il mito della caccia grossa, diffuso attraverso filmati e racconti di viaggio, diventa parte integrante di una narrazione che sostiene e accompagna il progetto coloniale europeo.
Giovedì 2 luglio Beatrice Falcucci, ricercatrice presso l'Università degli Studi di Firenze, tratterà il tema per mettere in luce come tali rappresentazioni abbiano influenzato non solo la percezione dei territori africani, ma anche lo sviluppo di nuove forme di turismo.
Quando?
Il 2 luglio 2026 alle ore 18:00
Dove?
Al Museo Friulano di Storia Naturale in via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 32
Come partecipare?
L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Per effettuare la prenotazione scrivere a:
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La biblioteca specializzata del Museo Friulano di Storia Naturale continua ad aggiungere nuovi titoli alla sua collezione anche d’estate. Tra scienze naturali e scienze della terra, fauna locale, identità di genere, psicologia sociale, disparità di genere, femminismo, museologia, colonialismo, preistoria e neuroscienza, vi presentiamo alcune nuove acquisizioni che si aggiungono al nostro catalogo pensato per tutte le età.
Per un accesso semplice e immediato alle ultime acquisizioni, l’elenco completo dei nuovi titoli a disposizione è consultabile qui »
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Antropologo, etnologo e archeologo preistorico, Graziosi ha svolto nel corso della sua carriera importanti attività di ricerca in numerosi paesi, lasciando un contributo significativo allo studio delle culture e delle società del continente africano e asiatico.
Il 25 giugno al Museo Friulano di Storia Naturale, Fabio Martini, allievo di Paolo Graziosi, ci darà la possibilità di conoscere da vicino una delle figure più importanti della ricerca antropologica e preistorica italiana. Attualmente Presidente del Museo Fiorentino di Preistoria, il prof. Martini racconterà le ricerche africane evidenziando il doppio binario del lavoro di Graziosi: il rigore scientifico e un forte impatto umano e civile.
Quando?
Il 25 giugno 2026 alle ore 18:00
Dove?
Al Museo Friulano di Storia Naturale in via Cecilia Gradenigo Sabbadini, 32
Come partecipare?
L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Per effettuare la prenotazione scrivere a:
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