
Riassunto breve - Retiolites angustidens, trovato in un blocco isolato di calcare a Orthoceras nell’area di Monte Cocco in associazione con Monograptus cf. priodon, viene qui descritto e figurato per la prima volta nelle Alpi Carniche: in precedenza la sua presenza, infatti, era stata segnalata, ma mai documentata. Dato che tutti i graptoliti rinvenuti hanno un limitato valore
stratigrafico, l’età precisa dell’associazione studiata è attribuita alla Biozona a Pterospathodus am. amorphognathoides (Llandovery sup.) in base ai conodonti.
Parole chiave: Graptoliti, Sistematica, Siluriano, Alpi Carniche.
Abstract - Retiolites angustidens is described and figured for the first time from the Carnic Alps, from a loose block collected from Mt. Cocco area. The association includes also Monograptus cf. priodon: this species, in fact, was previously reported, but never documented, from this area. Since all the graptolites found have a limited stratigraphic value, the precise age of the studied association is determined by conodonts as belonging to the latest Llandovery (Pterospathodus am. amorphognathoides conodont Zone).
Key words: Graptolites, Systematics, Silurian, Carnic Alps.
Riassunto breve - Vengono illustrati conodonti dalla sezione Pizzul Ovest, situata nell’area del Passo del Cason di Lanza/Monte Zermula nelle Alpi Carniche centrali. La sezione, potente circa 24 metri, è costituita da calcari del devoniano Superiore. L’associazione comprende 41 taxa di conodonti, che permettono di riconoscere sette biozone del Frasniano e del Famenniano: Upper rhenana, Upper crepida, Uppermost crepida, Lower rhomboidea, Upper rhomboidea, Lower marginifera e Lower expansa.
Parole chiave: Conodonti, Biostratigrafia, devoniano Superiore, Alpi Carniche.
Abstract - Conodonts from the Pizzul West section are presented. The section is located in the Cason di Lanza/Mt. Zermula area of the central Carnic Alps and it exposes about twenty-four metres of Upper Devonian limestone. The forty-one taxa documented allow the discrimination of seven biozones of Frasnian and Famennian: Upper rhenana, Upper crepida, Uppermost crepida,
Lower rhomboidea, Upper rhomboidea, Lower marginifera and Lower expansa.
Key-words: Conodonts, Biostratigraphy, Upper Devonian, Carnic Alps.
Riassunto breve - Viene descritto in dettaglio un nuovo esemplare di Serpaglioceras forojuliense presentato in CORRADINI et al., (2010); il campione proviene dal Siluriano del versante italiano delle Alpi Carniche ed è stato rinvenuto nella località-tipo del Monte Cocco. Grazie alla sua completezza, soprattutto per quel che riguarda l’ornamentazione, è possibile fornire una diagnosi emendata sia del genere che della specie tipo.
Parole chiave: diagnosi emendata, Siluriano, Alpi Carniche, Nautiloidea.
Abstract - A new specimen belonging to the silurian Serpaglioceras forojuliense, coming from the type-locality of Mt. Cocco (Italian Carnic Alps), and presented at first in CORRADINI et al., (2010), is here described. It allows, mainly in relation to the ornamentation, the emendation of the taxon.
Key-words: Emended diagnosis, Silurian, Carnic Alps, Nautiloid
Riassunto breve - Vengono segnalati due nuovi icnositi dalle Alpi Carniche del Friuli Venezia Giulia (Italia Nordorientale). Il sito di Valdajer (Ligosullo), all’interno dei depositi Permiani della Arenaria di Val Gardena, conserva impronte riferibili all’icnogenere Pachypes le cui grandi impronte vengono così per la prima volta segnalate in Friuli. Il secondo sito è quello di Pierabech (Forni Avoltri), dove un masso proveniente dai livelli della Formazione di Werfen conserva alcune depressioni che potrebbero esser riferite a tracce di seminuoto di una grande tetrapode; non si può comunque escludere che si tratti di strutture sedimentarie di origine inorganica. Se si tratta di impronte esse rappresentano l’inattesa testimonianza di grandi tetrapodi nel Triassico inferiore, immediatamente successivi alla grande estinzione di massa del passaggio Permiano/Triassico.
Parole chiave: Impronte di vertebrati, Pachypes, Permo-Triassico, Arenaria di Val Gardena, Formazione di Werfen, Alpi Carniche.
Abstract - Two new vertebrate ichnosites are reported from the Carnic Alps of Friuli, NE Italy. The Valdajer (Ligosullo) site occurs in the Upper Permian Arenarie di Val Gardena and it preserves tracks referred to the large-sized ichnogenus Pachypes that is reported for the first time in Friuli. A boulder from the Werfen Formation near Pierabech (Forni Avoltri) preserves depressions that could be half-swim tracks of a large tetrapod; however, it cannot be excluded that they are inorganic sedimentological structures. If they are actual footprints, they would represent the unexpected record of a large-bodied tetrapod in the Lower Triassic just after the catastrophic mass extinction at the Permian/Triassic boundary.
Key-words: Vertebrate footprints, Pachypes, Permo-Triassic, Arenaria di Val Gardena, Formazione di Werfen, Carnic Alps.
Riassunto breve - Questo lavoro è centrato sull’analisi sedimentologica e tettonica dei depositi terrigeni di fondovalle affioranti lungo il corso del Torrente Meduna, nel segmento vallivo compreso tra gli abitati di Tramonti di Sotto e Meduno (PN).
L’area oggetto di indagine ha il proprio fulcro di massima esposizione ed interesse nel settore Col Ventous - Ponte Racli, collocato lungo il fronte esterno delle Prealpi Carniche. Nella potente successione clastica di fondovalle sono stati riconosciuti due distinti litosomi (Conglomerato di Case del Bianco e Conglomerato di Ponte Racli), parzialmente coperti da recenti depositi fluvio-glaciali (Subsintema di Arba, Sintema di Sequals) e discordanti sopra un substrato mesozoico-paleogenico già intensamente deformato. Il Conglomerato di Ponte Racli e quello che offre le migliori potenzialità di studio, tanto sedimentologico quanto tettonico. Il litosoma è formato da ripetizioni cicliche di sequenze fluvio-deltizio-lacustri (>100 m di spessore), organizzate in successione continua, quasi priva di superfici d’erosione interna ed ottimamente esposta nel tratto occidentale del nucleo oggetto di studio (Col Ventous). Al contrario, la porzione orientale dello stesso (Ponte Racli) registra una serie di evidenti deformazioni gravitative legate all’attività di faglie sin-sedimentarie ben decifrabili in affioramento. La successiva riattivazione in transpressione sinistra di alcune tra queste strutture ha generato un’inversione tettonica. Infine, in mancanza di reperti paleontologici e datazioni radiometriche, i dati tettonici e sedimentologici del Conglomerato di Ponte Racli sono stati utilizzati quali indizi indiretti per tentare di assegnare un’età alla deposizione dell’unità. Ne è scaturita una retro-datazione del litosoma, qui riferito genericamente all’intervallo Miocene sup. (tardo Messiniano) - Pliocene s.l., in luogo della sua collocazione quaternaria (Pleistocene sup.) ammessa, sempre su basi indiziarie, dagli Autori precedenti.
Parole chiave: Prealpi Carniche, Tettonica sin-sedimentaria, Ambiente lacustre, Pliocene, Fase neoalpina.
Abstract - The study concerns the sedimentological and tectonical analysis of terrigenous valley floor deposits outcropping beside the Torrent Meduna between the villages of Tramonti di Sotto and Meduno (PN). The main interesting and best exposed area is in the Col Ventous-Ponte Racli stretch, located along the external front of the Carnic Pre-Alps. Two different lithosomes have been identified in the thick clastic stratigraphic succession of the Meduna Valley floor (Case del Bianco Conglomerate and Ponte Racli Conglomerate); they are partially covered by recent fluvio-glacial deposits (Arba Subsyntheme, Sequals Syntheme) and unconformably rest on the strongly deformed succession of Mesozoic-Paleogenic age. The Ponte Racli Conglomerate consists of repeated cyclic fluvial-deltaic-lacustrine sequences (>100 m thick) arranged in a continuous succession with few internal erosion surfaces and perfectly exposed in the western part of the study area (Col Ventous). On the opposite side, in the eastern part, Ponte Racli Conglomerate records several clear gravitational deformations linked to syn-sedimentary fault activity that is well legible
in the outcrop. The further left-transpressive reactivation of some of these structures leads to a tectonic inversion. Lacking palaeontological evidences and radiometric dating, the tectonical and sedimentological data of Ponte Racli Conglomerate have been used as indirect clues to tentatively assign an age to the lithosome. A retro-dating of the unit arises: instead of the Quaternary placing (Upper Pleistocene), as indicated on indirect basis by previous Authors, here it is located generically to the Upper Miocene (late Messinian) - Pliocene s.l. interval.
Key-words: Carnic Pre-Alps, Syn-sedimentary tectonics, Lacustrine environment, Pliocene, Neoalpine phase.
Riassunto breve - Nell’ambito di una ricerca volta a caratterizzare la falda d’acqua presente nel sottosuolo della ex cava di Sistiana, circa 3.5 km a SE delle Sorgenti del Timavo a Duino, si è appurato che le acque sono simili per caratteristiche chimiche e geochimiche a quelle delle Sorgenti di Aurisina, ubicate circa 3.5 km a SE, miscelate durante le precipitazioni con acque di neoinfiltrazione di provenienza locale e a circolazione superficiale. La falda oscilla in sincronia con quella del Carso e il suo livello è significativamente modificato in magra con la movimentazione delle paratoie che regolano il deflusso dalle Sorgenti a San Giovanni di Duino.
Parole chiave: Idrogeologia carsica, Carso Classico, Acquifero del Timavo, Sorgenti del Timavo.
Abstract - In the framework of a study aimed at the aquifer system characterization in the Sistiana quarry area (Gulf of Trieste, Classical Karst coast line), resulted that geochemical characteristics of these waters are similar to the one of karstic Aurisina Spring. These springs are located at about 3.5 km SE from the quarry. Sistiana waters are mixed waters due to two contributions: the neoinfiltration waters and the one coming from a shallow circuit. Water table fluctuations are consistent with the ones typical of the Karst system and its water level result heavily modified during low water regime by the gate handling regulating the outflows at Timavo Springs in San Giovanni di Duino.
Key-words: Karst hydrogeology, Classical Karst, Timavo aquifer, Timavo springs.
Riassunto breve - Il Riparo di Biarzo (Prealpi Giulie, Friuli) ha restituito un ricco insieme di ornamenti in conchiglia attribuibili alle occupazioni del Pleistocene finale (Epigravettiano) e dell’Olocene antico (Mesolitico). In questo articolo, i risultati dell’analisi tecno-funzionale condotta su tali ornamenti vengono presentati e discussi in un ampio contesto regionale che coinvolge possibili reti di scambio, strategie di mobilità e connessioni tra l’arco Alpino orientale e le regioni dell’Adriatico settentrionale.
Parole chiave: Pleistocene Superiore, Olocene Antico, Tradizioni ornamentali dei cacciatori-raccoglitori, Conchiglie ornamentali, Gasteropodi marini e d’acqua dolce, Reti di scambio e strategie di mobilità.
Abstract - Exceptionally for the eastern Alpine region, this site of Riparo Biarzo (Julian Alps, Friuli) has yielded a rich ensemble of shell ornaments related to both Late Pleistocene (Epigravettian) and Early Holocene (Mesolithic) occupations. The results of the techno-functional analysis carried out on these ornaments are presented and discussed in a wider regional context, which entails exchange networks, mobility strategies and connectivity between the eastern Alpine and the north Adriatic regions.
Key words: Late Pleistocene, Early Holocene, Foragers’ ornamental traditions, Shell ornaments, Marine and freshwater gastropods, Exchange-networks and mobility strategies.
Riassunto breve - Vengono descritti alcuni frammenti ceramici provenienti dal sito tardoneolitico di Palu di Livenza, consegnati negli anni Ottanta dello scorso secolo al Museo Friulano di Storia Naturale, al fine di integrare la documentazione del repertorio fittile disponibile finora in letteratura.
Parole chiave: Ceramica, Tardoneolitico, Palu di Livenza (Pn).
Abstract - Some new pottery finds - preserved in the Museo Friulano di Storia Naturale - from the Late Neolithic site of Palu di Livenza are here described. New data are, consequentely added to the knowledge of this site.
Key words: Pottery, Late Neolithic, Palu di Livenza (Pn, NE Italy).
Riassunto breve -Vengono presentati due esigui raggruppamenti di ceramica recuperati agli inizi del Novecento dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano di Udine negli abitati arginati (castellieri) di Castions di Strada e di Galleriano. I cocci provenienti da Galleriano costituiscono un contesto unitario datato al Bronzo Recente, quelli raccolti a Castions di Strada sono ricollegabili alla fondazione e alle due fasi di potenziamento della cinta (fine Bronzo Medio-inizi Bronzo Recente, Bronzo Recente, Bronzo Finale/Primo Ferro). Particolare rilievo ha il rinvenimento in quest’ultimo sito di un’olla del V sec. a.C. che qui per la prima volta documenta una frequentazione, seppur sporadica, dell’insediamento anche dopo il suo abbandono.
Parole chiave: Castions di Strada, Galleriano, Castelliere, Ceramica, Protostoria.
Abstract - The author presents two small pottery assemblages from two sites explored by the “Circolo Speleologico e Idrologico Friulano” of Udine at the beginning of 20th century: the fortified settlement of Galleriano (Lestizza, Udine) and the village of Castions di Strada (Udine) originally surrounded by embankments. These sites, locally named “castellieri”, have been established in the Middle Friuli Plain during the Bronze Age. The pottery from Galleriano is dated to Late Bronze Age. The ceramic from Castions is classified in three assemblages corresponding to the building and the two different development phases of the banks (transitions from the Middle Bronze Age to the Late Bronze Age, the Late Bronze Age and from the Final Bronze Age to the Early Iron Age). In this latter site, the finding of a pot dated to the 5th century B.C. proves the presence of sporadic occupation after its abandonment (during the 8th century B.C.).
Key words: Castions di Strada, Galleriano, Fortified settlement (“castelliere”), Pottery, Protohistory.

Riassunto breve -Viene segnalato il ritrovamento di Osmunda regalis L., specie ritenuta estinta in Friuli Venezia Giulia, presso la torbiera “Fraghis” in localita Porpetto (UD). La specie e stata rinvenuta nell’ambito di una ricerca multidisciplinare sui Biotopi regionali condotta dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Sono state effettuate alcune misure ecologiche relative a conducibilita dell’acqua (Ec), potenziale redox dell’acqua (Eh), potenziale redox del suolo (Ehs), pH dell’acqua e del suolo.
Parole chiave: Osmunda regalis L., Biotopi, Friuli Venezia Giulia, Italia NE.
Abstract - Here the author reports the finding of Osmunda regalis L., species thought to be extinct in Friuli Venezia Giulia, in the “Fraghis” peat bog located in Porpetto (UD). The species was found during a multi-disciplinary research on regional Biotopes performed by the Friulian Museum of Natural History of Udine. Some environmental measures related to water conductivity (Ec), water redox potential (Eh), soil redox potential (Ehs) water and soil pH, were conducted.
Key words: Osmunda regalis L., Biotopes, Friuli Venezia Giulia, NE Italy.
Riassunto breve - Vengono qui presentati i risultati di uno studio sulla flora pollinica presente in 5 campioni muscinali raccolti lungo le sponde della palude Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD). I complessi pollinici depositati nei cuscinetti muscinali raccolti a Vuarbis rispecchiano generalmente le caratteristiche vegetazionali dell’ambiente di raccolta. Risultano però fortemente influenzati dalla vegetazione incombente e non sono pertanto perfettamente comparabili con quelli reperiti da KRAL (1982) nei campioni recenti di fango della palude i quali riflettono la vegetazione della zona nel suo complesso. Al fine di esplorare la possibilita dell’uso dei muschi come fonte di moderne analogie polliniche per la zona di Vuarbis vanno fatte ulteriori ricerche per determinare la rappresentativita dei complessi pollinici depositati nei muschi rispetto alla vegetazione attuale.
Parole chiave: Cuscinetti muscinali, Spettri pollinici recenti, Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD).
Abstract - Preliminary results on pollen flora from mosses collected at Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD) are here presented. The pollen spectra from moss cushions vary from sample to sample; some samples result liable to significant over-representation of pollen from plants growing in close proximity. Average pollen spectrum is rich in arboreal pollen, particularly Corylus, and represents the local vegetation around the swamp. In comparing the pollen results from moss cushions and from swamp sediments formerly analyzed by KRAL (1982) a lot of similarities can be identified, but there are some quantitative differences between the modern pollen content of mosses and those derived from surface swamp sediments. In order to explore the use of mosses as a source of modern pollen analogues, further investigation would be required to determine the pollen-vegetation relationships.
Key words: Moss cushions, Modern pollen spectra, Vuarbis (Cavazzo Carnico, UD).
Riassunto breve - Negli ultimi anni sono state rinvenute alcune specie di Efemerotteri nuove per il territorio del Friuli Venezia Giulia, due delle quali appartengono al genere Habroleptoides SCHOENEMUND, 1929. Habroleptoides confusa SARTORI & JACOB, 1986 era già nota per diverse regioni italiane. Habroleptoides filipovicae GAINO & SOWA, 1985, al contrario, è nuova anche per l’Italia. Si segnala, inoltre, la presenza di un’altra specie nuova per il territorio regionale: Ephemera vulgata LINNAEUS, 1758. Si propone, infine, una lista faunistica aggiornata delle specie di Efemerotteri presenti in Friuli Venezia Giulia.
Parole chiave: Ephemeroptera, Leptophlebiidae, Nuova segnalazione, Liste faunistiche, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - In the last few years two species of the genus Habroleptoides SCHOENEMUND, 1929 (Ephemeroptera, Leptophlebiidae) have been found in Friuli Venezia Giulia. Habroleptoides confusa SARTORI & JACOB, 1986, which is already known for several italian regions and Habroleptoides filipovicae GAINO & SOWA, 1985, new for Italy. Another recently recorded species, Ephemera vulgata LINNAEUS, 1758, is new for Friuli Venezia Giulia. At last, an updated checklist of the mayflies species for Friuli Venezia Giulia is given.
Key words: Ephemeroptera, Leptophlebiidae, New records, Checklist, Friuli Venezia Giulia.
Riassunto breve - La fauna a Plecotteri del Friuli Venezia Giulia è già stata studiata da alcuni autori nel secolo scorso. In questo lavoro sono state raccolte le conoscenze finora acquisite ampliandole con i dati di altre ricerche, quali i monitoraggi sulle acque correnti e le raccolte di adulti e ninfe in numerose località della regione. Si riporta una lista con 65 specie note per il Friuli Venezia Giulia e si discute la loro distribuzione in funzione delle caratteristiche ambientali e geografiche del territorio.
Parole chiave: Plecotteri, Acque interne, Distribuzione, Italia nord-orientale.
Abstract - The Plecopteran fauna of Friuli Venezia Giulia has already been studied by few authors in the last century. The knowledge so far acquired has been summarized in this paper as well as the data recorded by waters monitoring teams and the result of other researches, for exemple the collection of adult specimens in several localities of Friuli Venezia Giulia. This paper also contains a check list with 65 species so far reported in Friuli Venezia Giulia. Their distribution is also described in relation to environmental and geographical characteristics.
Key words: Plecoptera, Freshwater, Distribution, North-eastern Italy.
Abstract - Between 2005 and 2007 we investigated Plecoptera and Trichoptera in the Tagliamento flood plains and some tributaries using a light trap and hand nets. We found 5 Plecoptera and 32 Trichoptera species in the flood plains of the Tagliamento, and 8 Plecoptera and 31 Trichoptera species in the tributaries.
Key words: Stoneflies, Caddisflies, Faunistics, Tagliamento river, Tributaries, Friuli Venezia Giulia, Italia.
Riassunto breve - Tra il 2005 e il 2007 sono stati monitorati i Plecotteri e i Tricotteri in stazioni golenali del Fiume Tagliamento e di alcuni suoi affluenti, mediante l’utilizzo di trappole luminose e di retini immanicati. Sono state rinvenute 5 specie di Plecotteri e 32 specie di Tricotteri nella golena del Fiume Tagliamento, mentre negli affluenti sono state rinvenute 8 specie di Plecotteri e 31 di Tricotteri.
Parole chiave: Plecoptera, Trichoptera, Faunistica, Fiume Tagliamento, Affluenti, Friuli Venezia Giulia, Italia.
Riassunto breve - Gli Insetti Ortotteroidei della Val Canale finora accertati assommano a 54 specie (1 Blattodeo, 1 Mantodeo, 48 Ortotteri, 4 Dermatteri). Per lo più si tratta di specie ad ampia distribuzione in Eurasia; le specie ad areale illirico-alpino sono meno rappresentate rispetto alla zona delle Prealpi Giulie. Gli Ortotteri di maggior rilievo sono: Pseudopodisma fieberi (SCUDDER, 1898), diffusa sui rilievi montuosi dall’Italia nord-orientale alla Romania; Stenobothrus stigmaticus stigmaticus (RAMBUR, 1838), presente in Italia solo in Friuli; Chrysochraon dispar dispar (GERMAR, 1835), presente in Italia solo in Alto Adige e in Friuli; Chorthippus montanus (CHARPENIER, 1825), tipico di zone umide; Chorthippus pullus (PHILIPPI, 1830), bioindicatore dei greti fluviali.
Parole chiave: Ortotteroidei, Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera, Habitat, Val Canale.
Abstract - Up to the present 54 Orthopteroid species are known from the Canale Valley (1 Blattaria, 1 Mantodea, 48 Orthoptera, 4 Dermaptera). Most species are widely distribuited in Europe and Asia. The species with illyrian-alpine distribution are not so numerous as in Julian Prealps. The most interesting Orthoptera are: Pseudopodisma fieberi (SCUDDER, 1898), present on mountains from north-eastern Italy to Rumania; Stenobothrus stigmaticus stigmaticus (RAMBUR, 1838), reported from Italy only from Friuli; Chrysochraon dispar dispar (GERMAR, 1835) and Chorthippus montanus (CHARPENIER, 1825), hygrophilous species, known in Italy only fom Alto Adige and Friuli; Chorthippus pullus (PHILIPPI, 1830), considered a bioindicator of creek habitats.
Key words: Orthopteroidea, Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera, Habitat, Canale Valley.
Riassunto breve - Sono state prese in esame, con gli stessi criteri seguiti in due precedenti contributi, le specie di Andrenidae (Hymenoptera, Apoidea) del Friuli Venezia Giulia e delle zone confinanti. Oltre a esemplari raccolti dagli Autori nel periodo 1980-2012, è stato studiato materiale presente in collezioni museali, universitarie e private; inoltre, sono state condotte anche approfondite ricerche bibliografiche. Sono forniti dati dettagliati sulla distribuzione delle diverse specie nelle differenti aree geografiche della regione e, per molti taxa, anche sulle piante visitate durante la fioritura. Sono state censite specie appartenenti ai seguenti generi: Andrena FABRICIUS, Melitturga LATREILLE, Camptopoeum SPINOLA e Panurgus PANZER. Sono state individuate 107 specie appartenenti al genere Andrena sulla base di reperti originali rilevati nelle collezioni esaminate. Dei rimanenti generi e stata verificata la presenza di 1 specie di Melitturga, 1 specie di Camptopoeum e 3 specie di Panurgus. Altre 18 specie di Andrenidae sono state elencate sulla base di reperti solo bibliografici. In seguito al presente lavoro, deve essere modificato lo status di 20 taxa inseriti nella Checklist delle specie della fauna italiana (PAGLIANO 1995); in particolare, A. aberrans EVERSMANN, 1852, A. clarkella (KIRBY, 1802), A. curvana WARNCKE, 1965, A. florivaga EVERSMANN, 1852, A. gelriae VAN DER VECHT, 1927, A. montana WARNCKE, 1973, A. susterai ALFKEN, 1914 e A. thomsoni DUCKE, 1898 devono essere inserite fra le specie presenti in Italia, mentre A. gravida IMHOFF, 1832, A. polita SMITH, 1847 e A. tenuistriata PÉREZ, 1895 sono da citare anche per il Nord Italia. La specie A. italiana PITTIONI, 1950 deve essere tolta dalla Checklist, in quanto nome non valido. Relativamente alle 112 specie di Andrenidae la cui presenza e stata verificata nell’area in esame, circa il 47% ha un’ampia distribuzione europea, per lo più a gravitazione centro-europea rispetto a quella mediterranea. Circa il 46% delle specie presenta, invece, una vasta distribuzione paleartica. Tre specie hanno distribuzione olartica. Il territorio del Friuli Venezia Giulia e delle aree limitrofe si conferma, pertanto, di forte interesse biogeografico. La maggioranza delle specie è polilettica, ma non mancano specie oligolettiche legate a piante di una sola famiglia o a singoli generi; queste ultime appaiono come le specie potenzialmente più a rischio a causa della progressiva alterazione degli ambienti naturali relitti e degli agroecosistemi. Poiché diverse specie sono note solo attraverso reperti molto datati, appare necessario proseguire gli studi sulla presenza e attività pronuba di Andrenidae e di altre famiglie di Apoidei, per avere a disposizione dati aggiornati indispensabili per elaborare progetti di salvaguardia della biodiversità.
Parole chiave: Hymenoptera, Apoidea, Andrenidae, Api selvatiche, Checklist, Dati faunistici, Biodiversita, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The species belonging to the Andrenidae (Hymenoptera, Apoidea) in the Friuli Venezia Giulia region (North-eastern Italy) and surrounding areas have been examined with the same criteria as the previous two papers. Not only individuals collected by authors in the period 1980-2012, but also materials located in museums, universities and private collections have been examined; moreover detailed bibliography research has been carried out. Collected data help to provide information about species’ distribution in the different geographical areas and, for many entities, on the visited flowering plants. In the studied area the occurrence of andrenid species belonging to the genera Andrena FABRICIUS, Melitturga LATREILLE, Camptopoeum SPINOLA and Panurgus PANZER has been noted. 107 species belonging to the genus Andrena have been reported on the basis of original specimens verified in the studied collections. Regarding the other genera, the number of species verified has been the following: Melitturga 1 species, Camptopoeum 1 species, Panurgus 3 species. 18 other andrenid species have been noted only based on bibliographical references.
On the basis of the present work, the status of 20 taxa should be modified into the Checklist of Italian fauna (PAGLIANO 1995); in particular, A. aberrans EVERSMANN, 1852, A. clarkella (KIRBY, 1802), A. curvana WARNCKE, 1965, A. florivaga EVERSMANN, 1852, A. gelriae VAN DER VECHT, 1927, A. montana WARNCKE, 1973, A. susterai ALFKEN, 1914 and A. thomsoni DUCKE, 1898 must be listed as species present in Italy, while A. gravida IMHOFF, 1832, A. polita SMITH, 1847 and A. tenuistriata PÉREZ, 1895 must be reported also for Northern Italy. The species A. italiana Pittioni, 1950 has to be taken away from Checklist, since it is an invalid name. With regard to the 112 species whose presence has already been verified, about 47% of them have a wide European distribution, mostly in the Central Europe than in the Mediterranean area. About 46% of species instead show a wide Palaearctic distribution. Three species show an Holarctic distribution. Thus, Friuli Venezia Giulia region and surrounding areas are extremely important from a biogeographical point of view. Most of species are polylectic, but oligolectic species, associated with a single botanical family or a few genera, are also present: the latter seem to be endangered species owing to progressive disruption of natural environments and agroecosystems. Because many species are known only through ancient reports, it is desirable to plan studies on presence and pollinator activity of Andrenidae, and other families of Apoidea, to have updated information, essential to develop projects for the protection of biodiversity.
Key words: Hymenoptera, Apoidea, Andrenidae, Wild Bees, Checklist, Faunistics, Biodiversity, Friuli Venezia Giulia Region
Riassunto breve - Nel presente lavoro vengono riportati i risultati relativi ai monitoraggi di Pernice bianca Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) nella ZPS IT3321001. I dati raccolti hanno permesso di definirne la distribuzione, di stimarne la consistenza della popolazione e di individuare le aree all’interno del sito Natura 2000 che rivestono un ruolo maggiormente significativo in termini conservazionistici. Vengono inoltre riportate alcune informazioni di carattere ambientale sugli ambiti utilizzati dalla Pernice bianca. La specie risulta presente, anche se in modo discontinuo, in tutto il sito; la stima della popolazione è di 21 (18-37) maschi territoriali in primavera; nell’area indagata la densità di maschi territoriali e risultata pari a 1,14/Km2. Non sono stati rilevati maschi territoriali a quote inferiori ai 2000 metri. La porzione occidentale della ZPS risulta essere maggiormente significativa per la conservazione della specie.
Parole chiave: Pernice bianca, Lagopus mutus helveticus, ZPS IT3321001, Alpi Carniche, Distribuzione, Popolazione.
Abstract - In this study the author reports the results relevant during the monitorings of Rock Ptarmigans Lagopus mutus helveticus (Thienemann, 1829) in the ZPS IT3321001. The data we have collected have allowed us to establish their distribution, evaluate the extent of the their presence and locate the areas inside the site Natura 2000 which have the most significant role for the purposes of conservation. We also report some environmental information about the locations selected by Ptarmigans. The species is present all over the site, though unevenly; we estimate the presence of 21 (18-37) territorial males in spring; in the area of our study the density of territorial males was 1.14/Km2. We did not spot any territorial males below 2000 metres. The western
portion of ZPS proves to be more relevant to the conservation of the species.
Key words: Rock Ptarmigan, Lagopus mutus helveticus, ZPS IT3321001, Carnic Alps, Distribution, Population.
Riassunto breve - Nella presente nota viene descritta un’anomalia del piumaggio osservata in un esemplare adulto di Fagiano di monte (Tetrao tetrix); tale anomalia, qui definita leucismo parziale, pur essendo stata già osservata in passato, non risulta essere comune nella specie.
Parole chiave: Fagiano di Monte, Tetrao tetrix, Leucismo, Aberrazioni cromatiche, Carnia.
Abstract - Our contribution reports an unusual plumage observed in an adult specimen of black grouse (Tetrao tetrix); this anomaly, here described as partial leucism, though already observed in the past, does not seem to be common in the species.
Key words: Black grouse, Tetrao tetrix, Leucism, Chromatic aberrations, Carnia.
Riassunto breve - Vengono riportate tutte le segnalazioni relative alla presenza di questa specie rara e minacciata nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia. Le osservazioni e le catture note sono state fatte in territori di pianura delle province di Udine (14), Gorizia (4) e Pordenone (3) prevalentemente nei mesi di novembre e dicembre. Nella maggior parte dei casi si trattava di singoli soggetti; fino a 20-30 individui segnalati in passato.
Parole chiave: Gallina prataiola, Tetrax tetrax, Distribuzione, Regione Friuli Venezia Giulia.
Abstract - All the sightings concerning the presence of this rare and threatened species in the region Friuli Venezia Giulia are reported. The observations and the number of birds caught refer to plain areas of Udine (14), Gorizia (4) and Pordenone (3) pronvinces, mostly during the months of November and December. In most cases single individuals have been observed; while up to 20-30 birds were recorded in the past.
Key words: Little Bustard, Tetrax tetrax, Distribution, Friuli Venezia Giulia region.

Riassunto breve - Vengono descritti in dettaglio il genere Nucleoceras e la specie Nucleoceras cf. obelus trovati per la prima volta al di fuori dell’area tipo, la Boemia. I caratteri interni tipici del genere, vale a dire gli anelli di connessione aperti sul lato dorsale e i depositi camerali ipo/episettali ben sviluppati e dalla conformazione caratteristica, consentono un buon riconoscimento sistematico. Il campione studiato proviene dal Siluriano del versante italiano delle Alpi Carniche ed è stato rinvenuto lungo il Costone Lambertenghi presso Passo Volaia.
Parole chiave: Nautiloidi, Siluriano, Nucleoceras, Italia, Alpi Carniche.
Abstract - The genus Nucleoceras and the species Nucleoceras cf. obelus are here described for the first time outside of Bohemia, their type-area. Critical internal features of the genus, such as the open connecting rings on dorsal side and well developed hyposeptal and episeptal cameral deposits, are well preserved in the studied material, which were collected from the Silurian of the Carnic Alps (Italian side).
Key words: Nautiloids, Silurian, Nucleoceras, Italy, Carnic Alps.
Riassunto breve - I crostacei decapodi del Triassico superiore (Norico) della Dolomia di Forni sono stati descritti da GARASSINO et al. (1996). La recente scoperta di un piccolo campione, rivenuto nella Valle del Rio Seazza e in quella del Rio Rovadia, ha permesso un aggiornamento relativo ai crostacei decapodi delle Prealpi Carniche. Gli esemplari studiati sono stati assegnati a Acanthochirana triassica n. sp. (Aegeridae Burkenroad, 1963) e Antrimpos colettoi n. sp. (Penaeidae Rafinesque, 1815). Acanthochirana triassica n. sp. estende il range stratigrafico di questo genere nel Triassico superiore, mentre Antrimpos colettoi n. sp. rappresenta la seconda specie di questo genere segnalata nel Triassico superiore d’Italia.
La scoperta di queste due nuove specie incrementa il numero delle specie di peneidi conosciuti nel Norico dell’alta Val Tagliamento (Prealpi Carniche settentrionali).
Parole chiave: Crustacea, Decapoda, Aegeridae, Penaeidae, Triassico superiore, Prealpi Carniche.
Abstract - The decapod crustaceans from the Upper Triassic (Norian) of the Dolomia di Forni Formation were reported by GARASSINO et al. (1996). The recent discovery of a small sample from this Formation between Seazza and Rovadia brooks allowed updating the decapod assemblages from the Norian of Carnic Pre-Alps. The studied specimens have been assigned to Acanthochirana triassica n. sp. (Aegeridae Burkenroad, 1963) and Antrimpos colettoi n. sp. (Penaeidae Rafinesque, 1815). Acanthochirana triassica n. sp. expands the stratigraphic range of this genus back to the Late Triassic, whereas Antrimpos colettoi n. sp. represents the second species of this genus from the Upper Triassic of Italy. The report of these new species increases the number of known penaeid species from the Norian of high Tagliamento Valley in the northern part of Carnic Pre-Alps.
Key words: Crustacea, Decapoda, Aegeridae, Penaeidae, Late Triassic, Carnic pre-Alps.
Riassunto breve - Nelle collezioni archeologiche dei Civici Musei di Udine sono conservati dei manufatti in bronzo rinvenuti in alcune tombe a cremazione venute alla luce nel 1877 a Socchieve (Alpi Carniche). Gli oggetti - elementi di cintura, spilloni, fibule, un orecchino, un’armilla e alcuni pendenti -, appartengono a corredi dell’età del ferro. Si tratta di oggetti per lo più riferibili a gruppi culturali hallstattiani dell’arco alpino orientale, in particolare a quello di Santa Lucia di Tolmino (Slovenia).
Parole chiave: Friuli, Età del ferro, Sepolture a cremazione, Bronzi.
Abstract - In the archaeological collection of the Civic Museums in Udine are present some bronze artifacts discovered in some cremation graves at Socchieve (Carnic Alps) in 1877. The objects - probably a belt clasp, pins, fibulae, an earring, a bracelet, pendants - belong to grave goods dating back to the Iron age. Most objects are related to the eastern Alpine Hallstatt cultures and in particular to the cultural complex of St. Lucia/Most na Soči.
Key words: Friuli, Iron Age, Urn graves, Bronze objects.
Riassunto breve - Dopo una breve introduzione, con indicazioni anche sulla storia delle ricerche, viene fornito un elenco bibliografico con poco meno di duemila titoli relativi alla preistoria e protostoria del Friuli Venezia Giulia.
Parole chiave: Preistoria, Protostoria, Bibliografia, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - After a brief introduction, with indications about the history of the research, there is a list of references with a little less than two thousand titles relating to the prehistory and protohistory of the Friuli Venezia Giulia.
Key words: Prehistory, Protohistory, Bibliography, Friuli Venezia Giulia.

Riassunto breve -Viene qui presentato il risultato di ulteriori ricerche effettuate a partire dal 2000 sulla brioflora dei boschi decidui Selva di Arvonchi-Baredi e Coda di Manin, un’area di circa 314,80 ettari situati nella Bassa Pianura friulana (Muzzana del Turgnano, Udine), pochi chilometri dalla Laguna di Marano (Mare Adriatico). Viene presentato un elenco di 50 taxa di briofite, che portano così il totale dei rinvenimenti a 100 taxa. Fra questi il gruppo delle temperate raggiunge il 56%, le suboceaniche/oceaniche il 19%, le subboreali/boreali il 18% ecc. Il relativamente consistente gruppo delle suboceaniche/oceaniche viene posto in relazione con la piovosità dell’area e l’abbondanza di acque fresche di risorgiva nella Bassa Pianura friulana.
Parole chiave: Brioflora, Boschi decidui, Muzzana del Turgnano, Bassa Pianura friulana, Udine.
Abstract - The paper presents the results of further researches carried out since 2000 on the bryoflora of the deciduous woods Selva di Arvonchi-Baredi and Coda di Manin, about 314,80 hectares situated on the Friuli Lowland (Muzzana del Turgnano, Udine), a few kilometres from the Marano Lagoon (Adriatic Sea). Another list of 50 taxa is given, bringing the total number of presences to 100 taxa. Among these the temperate group reaches the 56%, the suboceanic/oceanic 19%, the subboreal/boreal 18% etc. A relatively large suboceanic/oceanic group is related with the raininess of the area and the abundance of cool resurgence waters in the Friuli Lowland.
Key words: Bryoflora, Deciduous woods, Muzzana del Turgnano, Friuli Lowland, Udine.
Riassunto breve - Viene descritta la vegetazione acquatica pleustofitica e rizofitica dal piano montano a quello alpino, con particolare riferimento al Friuli Venezia Giulia. Complessivamente sono state individuate sei associazioni e sette phytocoenon riferibili a tre classi di vegetazione. Potametea risulta essere la classe di vegetazione più articolata, essendo rappresentata da due associazioni e quattro phytocoenon, suddivisi nelle due alleanze: Potamion e Nymphaeion. La classe Littorelletea uniflorae risulta rappresentata da tre phytocoenon e una associazione nell’ambito di un’unica alleanza (Eleocarition acicularis), mentre nella classe Utricularietea intermedio-minoris si riscontrano due associazioni appartenenti all’alleanza Scorpidio-Utricularion minoris. Il contributo completa la conoscenza delle fitocenosi acquatiche nell’Italia nord-orientale, ambienti in rarefazione a seguito dei processi di modificazione ambientale e di eutrofizzazione delle acque.
Parole chiave: Italia nord-orientale, Utricularietea intermedio-minoris, Littorelletea uniflorae, Potametea, Vegetazione acquatica.
Abstract - Pleustophytic and rhizophytic aquatic vegetation from the submontane to the alpine belt coenosis are considered, with particular reference to Friuli Venezia Giulia region. A total of six associations and seven phytocoenon which belong to three classes of vegetation are recognized. Potametea is the class more structured with two associations and four phytocoenon, which can be referred to two alliances: Potamion and Nymphaeion. Littorelletea uniflorae presents three phytocoenon and one association belonging to Eleocarition acicularis alliance, while in Utricularietea intermedio-minoris there are two associations belonging to Scorpidio-Utricularion minoris alliance. This work completes the knowledge of aquatic plant communities in north-eastern Italy, whose habitats are becoming rarer as a result of the processes of environmental change and eutrophication of water bodies.
Key words: North-eastern Italy, Utricularietea intermedio-minoris, Littorelletea uniflorae, Potametea, Aquatic vegetation.
Riassunto breve - Nell’ambito del nuovo progetto per la cartografia al quadrante della flora vascolare del Friuli Venezia Giulia, si rendono noti 40 ritrovamenti di particolare interesse riferiti a specie, sottospecie e ibridi nuovi o rari per la flora regionale.
Taxa autoctoni: Aconitum lycoctonum ssp. vulparia, A. lycoctonum nssp. spetaianum, Alchemilla alpinula, A. decumbens, A. glabra, A. glomerulans, A. hirtipes, A. impexa, A. leptoclada, A. lineata, A. reniformis, A. strigosula, A. tirolensis, A. versipila, Astragalus depressus ssp. depressus, Cardamine bellidifolia ssp. alpina, Crocus biflorus ssp. biflorus, Dianthus superbus ssp. superbus, Erigeron glabratus ssp. glabratus, Gagea spathacea, Galium aristatum, Gaudinia fragilis, Festuca pulchella ssp. jurana, Ludwigia palustris, Pulmonaria vallarsae, Seseli tommasinii, Trisetum flavescens ssp. purpurascens. Taxa alloctoni: Aurinia sinuata, Brachypodium distachyon, Cephalaria transsylvanica, Cycloloma atriplicifolium, Dracunculus vulgaris, Elodea nuttallii, Eragrostis barrelieri, Galanthus elwesii, Galium murale, Muhlenbergia schreberi, Ribes uva-crispa ssp. uva-crispa, Solanum carolinense, Umbilicus horizontalis.
Parole chiave: Cartografia floristica, Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale.
Abstract - New findings of 40 new or rare species, subspecies and hybrids are given as result of the new project for mapping the vascular flora of Friuli Venezia Giulia by quadrant. Autochthonous taxa: Aconitum lycoctonum ssp. vulparia, A. lycoctonum nssp. spetaianum, Alchemilla alpinula, A. decumbens, A. glabra, A. glomerulans, A. hirtipes, A. impexa, A. leptoclada, A. lineata, A. reniformis, A. strigosula, A. tirolensis, A. versipila, Astragalus depressus ssp. depressus, Cardamine bellidifolia ssp. alpina, Crocus biflorus ssp. biflorus, Dianthus superbus ssp. superbus, Erigeron glabratus ssp. glabratus, Gagea spathacea, Galium aristatum, Gaudinia fragilis, Festuca pulchella ssp. jurana, Ludwigia palustris, Pulmonaria vallarsae, Seseli tommasinii, Trisetum flavescens ssp. purpurascens. Allochthonous taxa: Aurinia sinuata, Brachypodium distachyon, Cephalaria transsylvanica, Cycloloma atriplicifolium, Dracunculus vulgaris, Elodea nuttallii, Eragrostis barrelieri, Galanthus elwesii, Galium murale, Muhlenbergia schreberi, Ribes uva-crispa ssp. uva-crispa, Solanum carolinense, Umbilicus horizontalis.
Key words: Floristic cartography, Friuli Venezia Giulia, North-eastern Italy.
Riassunto breve - Sono state studiate la dinamica di popolazione e le preferenze florali di femmine e maschi di Andrena flavipes PANZER (Hymenoptera, Apoidea, Andrenidae), insetto impollinatore piuttosto comune in Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Negli anni 1997-2000 e 2006-2012 sono stati condotti, fra marzo e settembre, periodici campionamenti sulla presenza e sull’attività pronuba di A. flavipes in quattro siti nelle vicinanze della città di Udine. Durante i periodi di osservazione, la presenza di femmine e maschi di A. flavipes è stata costante fra marzo e agosto con due picchi a maggio e luglio; ciò è in accordo con quanto riportato in letteratura, ove la specie è indicata come bivoltina. In entrambe le generazioni le proporzioni fra maschi e femmine sono apparse variabili nei diversi mesi. Adulti di A. flavipes hanno visitato in particolare piante in fiore appartenenti alla famiglia Asteraceae sulle quali sono stati rilevati rispettivamente il 49,3% e il 67,9% delle femmine e dei maschi; inoltre, sono stati osservati su piante di altre dieci famiglie, quali Lamiaceae, Fabaceae e Apiaceae. In particolare, le piante più visitate dalle femmine sono state Galinsoga parviflora, Leucanthemum vulgare, Thymus vulgaris, Trifolium repens e Coriandrum sativum, mentre i maschi sono stati osservati più frequentemente su Taraxacum officinale, L. vulgare, Crepis vesicaria e T. vulgaris. La specie, pertanto, è ampiamente polilettica. Poiché A. flavipes è un importante e utile impollinatore di piante sia coltivate che selvatiche, la sua presenza negli agroecosistemi va salvaguardata con azioni mirate, quali il mantenimento e la realizzazione di prati polifiti, siepi e aree non coltivate, in cui la specie possa trovare siti in cui nidificare e piante adatte su cui alimentarsi, nonché la corretta gestione delle rotazioni delle colture.
Parole chiave: Apoidei selvatici, Andrenidae, Impollinatori, Piante visitate, Salvaguardia Apoidei.
Abstract - We studied the population dynamics and floral preferences of Andrena flavipes PANZER (Hymenoptera, Apoidea, Andrenidae), a common wild pollinator bee in the Friuli Venezia Giulia region (north-eastern Italy). In the periods 1997-2000 and 2006-2012, from March to September periodical field observations were carried out on the occurrence and foraging activity of A. flavipes at four sites located near the city of Udine. During the observation periods, the occurrence of females and males of A. flavipes was constant between March and August with two peaks in May and July; these data are in agreement with the literature, where the species is indicated as bivoltine. In both generations, the proportions of males and females resulted variable in the different months. Adults of A. flavipes mainly visited flowering plants belonging to the Asteraceae family on which 49.3% and 67.9% of females and males were detected, respectively; moreover, adults were observed on plants of ten other families, such as Lamiaceae, Fabaceae and Apiaceae. In particular, the plants most visited by females were Galinsoga parviflora, Leucanthemum vulgare, Thymus vulgaris, Trifolium repens and Coriandrum sativum, while males were frequently observed on Taraxacum officinale, Crepis vesicaria and T. vulgaris. This species, therefore, is broadly polylectic. Since A. flavipes is an important and useful pollinator of both cultivated and wild plants, its occurrence in agroecosystems must be preserved with planned actions, such as the maintenance and restoration of meadows, hedgerows and uncultivated areas, where the species can find suitable nest sites and plentiful food sources, as well as the correct management of crop rotations.
Key words: Wild bees, Andrenidae, Pollinators, Foraging plants, Bees conservation.
Riassunto breve - In questo lavoro vengono riportati i risultati dei monitoraggi della popolazione riproduttiva di Occhione (Burhinus oedicnemus) nella ZSC IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone” (Friuli Venezia Giulia), effettuati nel 2013. Le indagini hanno rivelato la presenza di quattro nidi all’interno della ZSC ed uno ai margini della stessa. La distanza media tra i nidi era di 1870 metri; i nidi si trovavano ad una quota media di 45,4 metri s.l.m. e distavano mediamente 66,2 metri dalle formazioni arbustivo-arboree più prossime. Ciascun nido conteneva due uova ed era collocato in habitat di greto con vegetazione erbacea. La densità della popolazione nidificante nel 2013 era di 1,3 coppie/100 ettari. I dati raccolti forniscono un primo set di informazioni che vanno ed aggiornare le conoscenze pregresse e che consentono di raffinare il quadro conoscitivo su un importante specie d’interesse conservazionistico presente all’interno della ZSC IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone”.
Parole chiave: Occhione, Burhinus oedicnemus, ZSC IT3320029, T. Torre, T. Natisone, Nidificazione.
Abstract - The purpose of this work is to report the results of the monitoring of the breeding population of the Stone Curlew (Burhinus oedicnemus) in the SCA IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone” (Friuli Venezia Giulia), carried out in 2013. Investigations have revealed the presence of four nests within the SCA and one on the edge of it. The average distance between nests was 1870 metres; the nests were located at an average altitude of 45.4 metres above sea level and, on average, they were 66.2 metres away from the nearest shrubs and trees. Each nest contained two eggs and was placed in grassy-gravel riverbeds habitats. The density of the breeding population
in 2013 was 1.3 pair/100 hectares. The data collected provide a first set of information to update prior knowledge and allow to perfect the cognitive framework of an important species of conservation concern present within the SCA IT3320029 “Confluenza Fiumi Torre Natisone”.
Key words: Stone curlew, Burhinus oedicnemus, SCA IT3320029, Torre river, Natisone river, Nesting.
Riassunto breve - Gli Autori definiscono la situazione attuale e la distribuzione di 118 specie animali di Interesse Comunitario protette dalla Direttiva 93/43/CEE in Friuli Venezia Giulia (Italia nord-orientale). Esse appartengono a vari phyla e classi (Mollusca [6 specie], Annelida [1 specie], Arthropoda [27 specie], Vertebrata [84 specie]), inclusi a vari gradi di protezione negli allegati della Direttiva Habitat (All. II, IV, V). Nell’attuale situazione i principali problemi di conservazione riguardano varie specie igrofile legate alle pianure, altamente minacciate dall’agricoltura, dall’inquinamento e dalla frammentazione degli habitat. Un certo numero di specie legate alle praterie è invece minacciato dalla naturale espansione delle foreste in vari ambienti carsici e montani. La grande espansione del manto forestale sulla Catena Alpina, d’altra parte, ha sicuramente favorito varie specie forestali, come molti grandi e medi Carnivori.
Parole chiave: Direttiva Habitat 92/43/CEE, Protezione, Mollusca, Annelida, Arthropoda, Amphibia, Reptilia, Mammalia, Italia nord-orientale, Regione Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The Authors outline the present situation and distribution maps of 118 animal species of European Community interest protected by the EU 92/43/EEC Directive in Friuli Venezia Giulia Region (North-eastern Italy). They belong to various phyla and classes (Mollusca [6 species], Annelida [1 species], Arthropoda [27 species], Vertebrata [84 species]), at various degrees of protection included in the lists of the so-called Habitat Directive (All. II, IV, V). In the present situation the main conservation problems concern various hygrophilous lowland-dwelling species, highly menaced from agriculture, pollution and habitat fragmentation. A lot of meadow-dwelling species, on the contrary, are menaced by forest expansion in various karstic and mountain environment. The great expansion of the mountain woods on the alpine mountain chain, on the other hand, has surely favoured various forest species, like a lot of big and medium Carnivores.
Key words: Habitat Directive 92/43/EEC, Protection, Mollusca, Annelida, Arthropoda, Amphibia, Reptilia, Mammalia, Northeastern Italy, Friuli Venezia Giulia Region.

Riassunto breve - Il genere Homo è nato, due secoli e mezzo fa, senza una precisa descrizione. Da allora ha continuato ad esistere in un limbo morfologico, anche quando si è reso evidente che i suoi confini si trovano ben oltre quelli della specie Homo sapiens, attualmente (cosa davvero insolita) il solo ominide vivente sul pianeta. A seguito dell’affermazione, alla metà del ventesimo secolo, del New Evolutionary Synthesis, i paleontologi estendono i confini del genere Homo aggiungendo di continuo nuove specie all’origine della sua esistenza, in una ricerca che non conosce fine del “primo” Homo. Questa ricerca si traduce nell’inclusione, nel genere Homo, di diverse forme fossili che hanno solo una tenue rivendicazione morfologica ad appartenere al genere monofiletico necessariamente definito da H. sapiens. Un notevole passo in avanti è stato fatto quando WOOD & COLLARD (1999) hanno sensatamente limitato il genere Homo alle specie H. sapiens, H. neanderthalinsis, H. heidelbergensis, H. erecuts e H. ergaster, rimuovendo i fossili classificati come H. abilis, o indicati genericamente quali “precursori del genere Homo”. Purtroppo questo saggio consiglio è stato in seguito ignorato, nel momento stesso in cui nuovi ritrovamenti o fossili ricostruiti virtualmente hanno continuato a essere inseriti nel genere, ritrasformando lo stesso in un “wastebasket” taxon. Come risultato, e per una serie di ragioni, molte autorità in materia ora riconoscono diverse discendenze all’interno del genere Homo, una datata addirittura a 2,8 milioni di anni. Di per se stessi né la più antica origine del genere, né la sua più antica diversificazione sono così improbabili. Tuttavia nessuna di queste possibilità è al momento supportata da una caratterizzazione morfologica coerente del genere; e suggerisco che una realistica concezione di quello che il genere Homo è - sia filogeneticamente che dal punto di vista adattativo - emergerà solo quando si arriverà a una soddisfacente definizione morfologica del genere.
Parole chiave: Ominidi, Ominini, Sistematica, Genere Homo, Percorsi evolutivi, Modelli evolutivi.
Abstract - The genus Homo was born, two and a half centuries ago, without precise definition. It has continued to exist in a morphological limbo ever since, even as it has become evident that its boundaries lie well beyond its living type species Homo sapiens, currently (and very unusually) the lone hominid on the planet. Following the triumph of the New Evolutionary Synthesis in the mid-twentieth century, paleontologists expanded the limits of the genus Homo by adding species at its early end, in a ceaseless quest for the “earliest Homo”. This pursuit has, however, resulted in the inclusion within Homo of several fossil forms that have only a very tenuous morphological claim to belong to a monophyletic genus necessarily defined by H. sapiens. Considerable progress was made in 1999, when WOOD & COLLARD sensibly restricted Homo to the species H. sapiens, H. neanderthalensis, H. heidelbergensis, H. erectus and H. ergaster, rejecting from it the fossils usually classified as H. habilis, H. rudolfensis, or “early Homo”. Sadly, this salutary advice has subsequently been ignored, as newly-found or virtually reconstructed fossils have continued to be received within the genus, converting it back into a wastebasket taxon. As a result, and for highly miscellaneous reasons, most authorities now recognize multiple lineages within Homo, one of them dating back as far as 2.8 Ma. In and of itself, neither an ancient origin of the genus, nor its early diversity, might be especially improbable. However, neither of these possibilities is currently supported by any coherent morphological characterization of the genus; and I suggest that a realistic notion of what Homo is - both phylogenetically and adaptively - will only emerge when a satisfactory morphological definition of the genus is arrived at.
Key words: Hominids, Hominins, Systematics, Genus Homo, Evolutionary pattern, Evolutionary models.
Riassunto breve - Viene proposta una nuova sezione geologica profonda attraverso le Prealpi e le Alpi Giulie a cavallo fra Friuli e Slovenia occidentale. Essa passa per il Pozzo Cargnacco 1 e con una traccia orientata SW-NE giunge nella Valle della Sava presso Kranjska Gora. Vengono analizzate le strutture compressive dinariche, i loro rapporti con i depositi di avanfossa, il coinvolgimento del Basamento e la geometria delle faglie trascorrenti sismogeniche del settore sloveno.
Parole chiave: Tettonica, Alpi Meridionali, Dinaridi, Friuli, Slovenia.
Abstract - The aim of this work is to propose a new deep geological section through the Julian Alps and Pre- Alps between Friuli and western Slovenia. It passes through the Pozzo Cargnacco 1 and with a track-oriented SW-NE arrives in the Sava Valley close to Kranjska Gora. Analyzes the Dinaric compressive structures, their relationships with foredeep turbidites, the involvement of the Basement and the geometry of the seismogenic strike-slip faults of Slovenian zone.
Key words: Tectonic, Southern Alps, Dinardes Friuli, Slovenia.
Riassunto breve - Vengono segnalati nel versante italiano delle Alpi Carniche, i generi Sphooceras FLOWER, 1962 e Andigenoceras GNOLI in KISELEV, 1992 (famiglia Sphooceratidae, sottolamiglie Sphooceratinae e Disjunctoceratinae) già presentati da SERVENTI (2011). Mentre sulla base di un esemplare ben conservato di Andigenoceras andigense KIESELEV, 1992 è stato possibile presentare per la prima volta la completa ridescrizione di questa specie, un altro esemplare, per il suo scarso stato di conservazione, viene lasciato a nomenclatura. Ci si sofferma sul significato paleogeografico dei due generi che risultano l’uno, Sphooceras, ampiamente distribuito in aree perigondwaniane come Perunica, Avalonia e Baltica, mentre la presenza dell’altro, Andigenoceras, permette di ipotizzare per la prima volta una connessione tra le Alpi Carniche e la lontana microzolla del Kazakhstan.
Parole chiave: Cefalopodi Nautiloidei, Paleogeografia, Tassonomia, Siluriano, Alpi Carniche, Italia nordorientale.
Abstract - The genera Sphooceras FLOWER, 1962 and Andigenoceras GNOLI in KISELEV, 1992, belonging to the family Sphooceratidae (subfamilies Sphooceratinae and Disjunctoceratinae), already discussed in SERVENTI (2011) are reported on the ltalian side of the Carnic Alps. Whereas a well preserved specimen of Andigenoceras andigense KIESELEV, 1992, has allowed for the first time the complete re-description of this species, a second specimen, owing the poor preservation, is left in open nomenclature. Furthermore, some typical features of the family Sphooceratidae, such as “truncation” and cameral deposits, are outlined and discussed. Finally, the palaeogeographic value of the two genera is pointed out. Sphooceras is a widespread taxon being reported along the peri-Gondwana area, like Perunica, Avalonia and Baltica, whereas the occurrence of Andigenoceras allow to suppose for the first time a connection between the Carnic Alps and the far microplate of Kazakhstan.
Key words: Nautiloid Cephalopods, Paleogeography, Taxonomy, Silurian, Carnic Alps, NE Italy.
Riassunto breve - Un resto fossile proveniente dal Lagerstätte cretaceo (Barremiano) del T. Cornappo (Nimis, Udine), originariamente identificato come un esemplare giovanile di chelone marino, è reinterpretato come parte della copetura di scaglie di un picnodonte (Pisces, Actinopterygii) conservata in modo inusuale.
Parole chiave: Pycnodontiformes, Lagerstätte del T. Cornappo, Cretaceo inferiore, Prealpi Giulie, Friuli.
Abstract - A fossil coming from the Cretaceous (Barremian) Lagerstätte of the Torrent Cornappo (Nimis, Udine), which was firstly identified as representing a juvenile sea turtle, is reinterpreted as a part of the scale covering of a pycnodontiform fish (Pisces, Actinopterygii) that is preserved in a quite unusual way.
Key words: Pycnodontiformes, T. Cornappo Lagerstätte, Lower Cretaceous, Julian Prealps, Friuli.
Riassunto breve - Viene proposto l’aggiornamento dei dati relativi alle segnalazioni di resti di Stephanorhinus kirchbergensis (JÄGER, 1839) in Europa e in Asia. La nota integra quanto già pubblicato (BILLIA 2011a) in precedenza.
Parole chiave: Rhinocerontidae, Pleistocene, Stephanorhinus kirchbergensis, Europa, Asia.
Abstract - An updated integration containing numerous other reports on Stephanorhinus kirchbergensis (JÄGER, 1839) remains in Europe and Asia is proposed here. The notes follow the previous paper (BILLIA 2011a).
Key words: Rhinocerontidae, Pleistocene, Stephanorhinus kirchbergensis, Europe, Asia.
Riassunto breve - In base ai materiali raccolti sulla superficie dei campi dagli appassionati scopritori dell’insediamento preistorico e a quelli emersi nel corso degli scavi, l’area di Meduno sembra essere stata frequentata quasi esclusivamente in un periodo compreso tra l’Eneolitico e il Bronzo Antico. Ciò vale non solo per le fosse e i pozzetti indagati nella parte meridionale del terrazzo fluviale, ma anche per il terrapieno difensivo che si sviluppa a nord di queste strutture per circa 115 m di lunghezza e 6-7 m di larghezza. Le datazioni al radiocarbonio disponibili per l’abitato si collocano tra IV e III millennio a.C. La particolare configurazione di questo insediamento è conosciuta in Europa occidentale e centrale con il nome di “éperon barré” o “sperone sbarrato”, con una funzione che nel caso di Meduno può essere di rifugio legato all’esistenza di una situazione generalizzata di insicurezza o piuttosto di controllo del territorio o di una via di passaggio. La produzione ceramica consente di fare alcune considerazioni dal punto di vista culturale, valutazioni che rafforzano l’ipotesi di molti autori secondo cui i repertori ceramici eneolitici della regione Friuli Venezia Giulia troverebbero poche correlazioni con i contesti delle altre regioni dell’Italia settentrionale e maggiori affinità con quelli orientali. Vengono inoltre presentati i dati paleoeconomici e paleoambientali.
Parole chiave: Eneolitico, Età del Bronzo, Sito fortificato, Italia nord-orientale.
Abstract - According to the archaeological materials recovered in the site during the survey and excavations, the prehistoric settlement of Meduno-Sach di Sotto seems to have been inhabited almost exclusively between the Copper Age and Early Bronze Age. This is valid not only for pits which were excavated in the southern part of the fluvial terrace, but also for the defensive earthwork that lies northernmost for about 115 m of length and 6-7 m of width. The available radiocarbon dates from the site and the earthwork are distributed from the 4th to the 3rd millennium BC cal. The particular typology of this archaeological site, which is known in western and central Europe with the name of “éperon barré”, has the possible role in its territory as a shelter tied to the existence of generalised situation of insecurity or rather as a control of the territory. The pottery production allows some considerations with the cultural point of view to be made, evaluations that reinforce the hypothesis of some scholars according to which the Copper Age pottery of Friuli Venezia Giulia region would find few correlations with the ones of the other region of Northern Italy and greater affinities with the eastern regions. Palaeoenvironmental and palaeoeconomic data are also presented.
Key words: Copper Age, Bronze Age, Fortified site, NE Italy.
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