
Riassunto breve - Si rende noto il ritrovamento di una nuova stazione del muschio Paludella squarrosa (Hedw.) Brid. nel territorio comunale di Cavalese (Trento, Italia nordorientale). La rara specie artico-alpina, considerata un relitto glaciale, è stata rinvenuta in una prateria torbo-paludosa dell’Alta Val Moena, all’altitudine di m 1853/1860 s.l.m. assieme ad un corteo di 30 specie di briofite.
Parole chiave:Paludella squarrosa, prateria torbo-paludosa, Alta Val Moena, Cavalese, Trentino, Italia nordorientale.
Abstract - A new site of the moss Paludella squarrosa (Hedw.) Brid. occurring in the municipal territory of Cavalese (province of Trento, NE Italy). The rare, arctic-alpine species, glacial relict, occurs in an open peatland of the Upper Val Moena at the altitude of m 1853/1860 a.s.l., together with 30 species of bryophytes.
Key words: Paludella squarrosa, open peatland, Upper Val Moena, Cavalese, Trentino, NE Italy
Riassunto - Vengono presentate le schede ecobiogeografiche di 300 specie di coleotteri carabidi (inclusi i cicindelidi) di una vasta area di studio estesa dal Carso triestino e goriziano sino alla bassa pianura friulana, campionata a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Le 140 stazioni trappolate o soggette a raccolta diretta sono state suddivise per tipologie di habitat, includendo anche lavori esaustivi condotti da altri autori nella medesima area. Per ogni specie è stata definita la geonemia locale e generale sulla base della letteratura più recente, e le seguenti caratteristiche biologiche (“species traits”): potere di dispersione e conformazione delle ali metatoraciche, ritmo riproduttivo e ciclo biologico, preferenze alimentari, e dimensioni corporee. Le preferenze ambientali sono state discusse, ove possibile, alla luce della letteratura esistente sull’argomento, che è stata riassunta in una esauriente bibliografia. Le schede qui presentate rappresentano la documentazione di base per un successivo lavoro ecologico-paesaggistico sulle comunità a coleotteri geoadefagi di quest’area e dei possibili sviluppi e conseguenze sulla biodiversità a seguito del cambiamento climatico.
Parole chiave: Coleoptera Carabidae, corologia, tratti specifici, potere di dispersione, ritmo riproduttivo, preferenze alimentari, affinità ambientale.
Abstract - We present here the eco-biogeographical profiles of 300 species of carabid beetles (and tiger beetles) of a large study area ranging from the triestine and gorizian Karst until the low Friuli lowland. The 140 stands where trapped or sampled by hand starting from the ’70 of the past century and subdivided into standard habitat types, relevant and exhaustive results of previous authors were enclosed. For each species the local and general geographic distribution was checked on the basis of updated literature and following species traits where established: dispersal power and wing developmente, reproduction rhythm and life cycle, food preferences and body size. The habitat affinity has discussed, if possible, taking in account the existing literature. The profiles presented are supporting a future paper on the landscape ecology of the geoadephagan comunities of this area and on the possible developments and influences on biodiversity thriven by the climate change.
Key words:Coleoptera Carabidae, chorology, species traits, dispersal power, reproduction rhythm, food preferences, habitat affinity.
Riassunto breve - Si presentano alcuni reperti significativi di Scarabaeoidea relativi al Friuli Venezia Giulia, rinvenuti a seguito dell’esame di collezioni entomologiche sia pubbliche sia private. Tra questi, Trox perrisii FAIRMAIRE, 1868 e Phyllognathus excavatus (FORSTER, 1771) rappresentano nuove segnalazioni per la regione Friuli Venezia Giulia. Ulteriori specie, quali Mimela aurata (FABRICIUS, 1801), Omaloplia (Omaloplia) ruricola ruricola (FABRICIUS, 1775) e Omaloplia (Omaloplia) lonae SCHATZMAYR, 1923, pur già note, risultano di particolare interesse faunistico, alla luce delle limitate conoscenze attualmente disponibili sulla loro distribuzione e biologia.
Parole chiave: Coleoptera, Scarabaeoidea, Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale, Nuove segnalazioni,
Trox perrisii,
Phyllognathus excavatus,
Mimela aurata,
Omaloplia.
Abstract - This study reports some significant records of Scarabaeoidea from the Friuli Venezia Giulia region (northeastern Italy), based on the examination of both public and private entomological collections. Among the material analyzed, Trox perrisii FAIRMAIRE, 1868 and Phyllognathus excavatus (FORSTER, 1771) are newly recorded for the regional fauna. Additional species, including Mimela aurata (FABRICIUS, 1801), Omaloplia (Omaloplia) ruricola ruricola (FABRICIUS, 1775), and Omaloplia (Omaloplia) lonae SCHATZMAYR, 1923, although previously known, are highlighted due to their faunistic relevance, considering the currently limited knowledge of their distribution and biology in the area.
Key words: Coleoptera, Scarabaeoidea, Friuli Venezia Giulia Region, Northeastern Italy, New records, Trox perrisii, Phyllognathus excavatus, Mimela aurata, Omaloplia.

Abstract - As already done in the past, a series of detailed reports (the “sixth addenda”) concerning other
Stephanorhinus kirchbergensis (Jäger, 1835-39) remains discovered on Eurasian territory are taken into consideration here as an integration of seven other previous papers (listed below). The
S. kirchbergensis material discussed here comes from Spain, Italy, Slovenia, Albania, Poland, Ukraine, China, and Japan. Furthermore, it was deemed appropriate to provide here two updated overviews reporting on the thirteen Polish sites (the “Poland” paragr.) as well as a certain number of Chinese ones (the “China” paragr.) that yielded S. kirchbergensis remains throughout history. At the same time, it is considered suitable to reiterate some fundamental notes concerning
S. kirchbergensis.
Key words: Stephanorhinus kirchbergensis, Rhinocerotidae, Pleistocene, Eurasia.
Riassunto breve - Con l’analogo criterio già adottato in passato, vengono qui trattate (“sesta addenda”) ulteriori segnalazioni di resti di
Stephanorhinus kirchbergensis
(Jäger, 1835-39) rinvenuti sul territorio eurasiatico a ulteriore integrazione dei sette articoli precedenti elencati più sotto. Il materiale ascritto a S. kirchbergensis
preso qui in considerazione proviene da Spagna, Italia, Slovenia, Albania, Polonia, Ucraina, Cina e Giappone. Con l’occasione, si è ritenuto opportuno proporre anche due panoramiche aggiornate a riguardo tanto dei tredici siti polacchi (paragr. “Poland”), quanto di alcuni siti cinesi (paragr. “China”) che, nel corso del tempo, hanno restituito resti di S. kirchbergensis.
Vengono anche riproposte alcune sostanziali note al riguardo di S. kirchbergensis.
Parole chiave: Stephanorhinus kirchbergensis,
Rhinocerotidae, Pleistocene, Eurasia.
Riassunto breve - Il presente contributo intende aggiornare e integrare le conoscenze sul popolamento della pianura friulana da parte dei gruppi mesolitici, attraverso il riesame del materiale litico dei siti di Cassacco-Mulino Ferrant, Ragogna e del Riparo di Biarzo - US 3A (Udine, Italia). Per tutti e tre i casi è stata proposta un’attribuzione preliminare al Castelnoviano. L’analisi ha permesso di individuare le possibili aree di approvvigionamento e di descrivere in dettaglio le catene operative di produzione litica, articolate attorno a una curata produzione lamellare per percussione indiretta/pressione, da una parte, e all’ottenimento di schegge e schegge laminari per percussione diretta, dall’altra. La discussione degli aspetti tecno-tipologici ha permesso di confermare e caratterizzare la frequentazione castelnoviana di Cassacco, mentre, per gli altri due siti, la presenza di materiali intrusivi rende più problematica l’interpretazione.
Parole chiave: Mesolitico; Castelnoviano; Pianura friulana; Industria litica; Materie prime silicee.
Abstract - The present contribution aims to update and integrate the knowledge on the peopling of the Friulian plain by Mesolithic groups through the re-examination of the lithic assemblages from the sites of Cassacco-Mulino Ferrant, Ragogna and Riparo di Biarzo - SU 3A (Udine, Italy). A preliminary attribution to the Castelnovian was proposed for all three lithic assemblages. We suggest possible areas for lithic supply, and we describe in detail the lithic reduction schemes, consisting of a curated lamellar production by indirect percussion/pressure on the one hand, and the production of flakes and laminar flakes by direct percussion on the other. The techno-typological analysis confirms and characterises the Castelnovian occupation of Cassacco. For the other two sites, the presence of intrusive materials makes interpretation more challenging.
Key words: Mesolithic; Castelnovian; Friulan plain; Lithic industry; Lithic raw materials.

Riassunto breve - Il contributo intende offrire un inquadramento dell’abitato protostorico di Udine, il più importante tra i castellieri friulani per centralità, estensione, monumentalità delle strutture e ampiezza del ciclo di vita, compreso tra la media età del Bronzo e l’età del Ferro evoluta. I dati provenienti da diversi interventi di scavo urbani e da studi condotti negli anni e pubblicati in maniera parziale e frammentata sono contestualizzati in un quadro d’insieme che tiene conto anche di documenti topografici e toponomastici meno recenti ai fini della ricostruzione dell’assetto morfologico e topografico del castelliere, del paesaggio e della sua progressiva antropizzazione, della cultura materiale e dei contesti. Oltre che alla ricostruzione diacronica del villaggio fortificato, il contributo mira a inserire Udine nel paesaggio dei tumuli e dei castellieri del Friuli, un territorio vissuto da comunità che condividevano aspetti culturali, modelli di organizzazione sociale e simboli identitari.
Parole chiave: Castelliere di Udine, Paesaggio, Età del Bronzo, Età del Ferro, Friuli.
Abstract - The contribution intends to offer an overview of the prehistoric settlement of Udine, the most important fortified village or “castelliere” for its central location, its extension and monumentality and its long-term life, going from the Middle Bronze Age up to the advanced phase of the Iron Age. The data acquired from several interventions of research carried out through time are put together in a general framework including the evidence of topographic and toponymic documents. The aim is to reconstruct the morphological and spatial layout of the castelliere as well as to explore the landscape and its socialization through time, material culture and main contexts. Besides proposing a diachronic pattern for the development of the village, the contribution aims to insert Udine in the landscape made up of both burial mounds and hillforts within a territory – the Friuli plain – settled by communities which shared cultural patterns and behaviours, systems of social organization and symbols of identity.
Key words: Castelliere of Udine, Landscape, Bronze Age, Iron Age, Friuli.
Abstract - The present study aims to present an interdisciplinary investigation of the sample of materials conserved at the Archaeological Museum of the Civic Museums of Udine, dating to the Iron Age. This analysis has included the typological study of the artefacts, their chronological and cultural framing, detailed examination through photographs and macrophotographs of the materials, and finally the archaeometric study of some bronze situla fragments bearing traces of mineralised textile. The re-exam of these artefacts has allowed the identification of high-ranking artefacts in the site of Buttrio and has enabled their contextualisation within the coeval evidence from the surrounding territory.
Key words: Bronze Artefacts, Textiles, Iron Age, Cemetery, Buttrio.
Riassunto breve - Il presente lavoro ha l’obiettivo di presentare lo studio del campione di materiali conservati presso il Museo archeologico dei Civici Musei di Udine e attribuibili all’età del Ferro attraverso un approccio interdisciplinare, che ha compreso l’analisi tipologica dei manufatti, il loro inquadramento cronologico e culturale, l’esame di dettaglio attraverso foto e macrofoto dei materiali ed infine lo studio archeometrico di alcuni frammenti di lamina della grande situla in bronzo che presentano tracce di tessuto mineralizzato. Il riesame di questi manufatti ha permesso di evidenziare la presenza di elementi status symbol di alto rango presenti nel sito di Buttrio e di metterlo in relazione alle testimonianze coeve presenti nel territorio.
Parole chiave: Manufatti in bronzo, Tessuti, Età del Ferro, Necropoli, Buttrio.
Riassunto breve - Il contributo propone alcune considerazioni generali sulla diffusione dei castellieri e tumuli nel territorio friulano nate dalla elaborazione di carte tematiche prodotte in ambiente GIS. Il quadro esposto costituisce la base di partenza per sviluppare alcune riflessioni sugli strumenti e sulle fonti funzionali alla caratterizzazione e individuazione dei castellieri e dei tumuli funerari, ovvero alla presenza delle morfologie antropiche. Cartografia storica e remote sensing, dai rilievi di Lodovico Quarina ai dati LIDAR, costituiscono le fonti preferenziali per sviluppare processi di contestualizzazione e monitoraggio delle morfologie antropiche e quindi delle evidenze archeologiche.
Parole chiave: Castellieri, Tumuli, Età del Bronzo, Paesaggio preistorico, LIDAR, Cartografia storica.
Abstract - The paper proposes some general considerations on the diffusion of castellieri and tumuli in the Friulian territory resulting from the elaboration of thematic maps produced within a GIS environment. This preliminary framework constitutes the basis for developing further remarks on the tools and sources functional to the characterisation and identification of castellieri and burial mounds, i.e. the presence of anthropic morphologies or landforms. Historical cartography and remote sensing, spanning from Lodovico Quarina’s surveys to LIDAR data, constitute the preferred references for developing analytical and monitoring processes of anthropic morphologies and thus of archaeological evidence.
Key words: Castellieri, Burial mounds, Bronze Age, Prehistoric Landscape, LIDAR, Historical Cartography.
Key words: castellieri, tumuli, Friuli
Riassunto breve - Nello studio dei cosiddetti “castellieri”, tipici insediamenti protostorici diffusi nel Caput Adriae, persistono numerose incertezze, dovute in gran parte alla mancanza di indagini sul campo approfondite e alla scarsità di dati adeguatamente editi. Le testimonianze archeologiche rinvenute entro i confini dell’attuale provincia di Trieste, in particolare, presentano numerose criticità. L’obiettivo del presente contributo è quello di individuare le problematiche connesse alle modalità di svolgimento delle ricerche passate effettuate in tale area e di analizzare criticamente le conoscenze trasmesse in bibliografia, mettendo in chiaro l’effettiva qualità ed affidabilità dei dati a disposizione.
Parole chiave: Castellieri, Protostoria, Trieste, Carso, Database.
Abstract - Several uncertainties persist in the study of the so-called “castellieri” – typical protohistoric hillforts spread across the Caput Adriae – due to a lack of extensive field investigations and accurate scientific publications. Above all, evidence found in the present-day Italian province of Trieste remains particularly doubtful. In the present contribution, we aim to identify problems caused by the methods used to conduct past research in this area, and to reevaluate the existing bibliography on the subject in order to clarify the actual quality and reliability of the available data.
Key words: Hillforts, Protohistory, Trieste, Karst, Database.
Riassunto breve - La penisola istriana per le sue caratteristiche geografiche, geologiche e morfologiche fa parte dell’area dell’alto Adriatico. I castellieri rappresentano la caratteristica più distintiva della preistoria dell’Istria. La loro nascita e la loro struttura sono state influenzate da fattori naturali (configurazione del terreno, acque, clima) e da fattori storici che hanno interessato tutta l’Europa. I primi insediamenti in altura, sorti in seguito alle migrazioni degli Indoeuropei, a cavallo tra l’Eneolitico e la prima fase dell’età del Bronzo, divennero molto presto il principale tipo d’insediamento nell’età del Bronzo e del Ferro. La conquista romana portò a radicali cambiamenti nella società istriana e la vita nella maggior parte dei castellieri ebbe fine. Oltre ai resti materiali, i castellieri sono riconoscibili dai toponimi, tra cui i più frequenti sono Gradina e Kaštelir, derivati dal croato/sloveno “grad” (“città”) e dal latino castellum. La concentrazione più significativa di castellieri si osserva nei pressi del Canal di Leme e lungo le principali vie di comunicazione delle valli fluviali. Nonostante il grande numero di siti, solo alcuni sono stati oggetto di indagine, tra cui Moncodogno, Nesazio, Monte Ricco e Monbrodo. La datazione si basa prevalentemente sull’analisi delle necropoli. Nel corso della preistoria l’Istria ha sviluppato uno stile peculiare, frutto del proprio sviluppo interno ma al contempo influenzato dai numerosi contatti con i popoli del Mediterraneo, dell’area danubiana e delle Alpi.
Parole chiave: Istria, Preistoria, Castellieri, Moncodogno, Nesazio.
Abstract - The Istrian Peninsula, due to its geographical, geological, and morphological characteristics, is part of the Upper Adriatic area. The castellieri represent the most distinctive feature of Istria’s prehistory. Their origin and structure were influenced by natural factors (physical configuration, water, climate) and historical factors that affected the whole of Europe. The first hilltop settlements arose as a result of the massive migrations of the Indo-Europeans between the Eneolithic and the early Bronze Age, and they quickly became the main type of settlement during the Bronze and Iron Ages. After the Roman conquest, the way of life and society changed, and life on most castellieri came to an end. In addition to the material remains, the castellieri are recognizable by the toponyms, the most frequent being Gradina and Kaštelir, derived from the Croatian/Slovenian “grad”, meaning “town”, and from the Latin castellum. The most intense and evident concentration of castellieri is found around the Leme Bay and along the communication routes of the river valleys. Despite the numerous sites, only a few have been investigated: Monkodonja, Nesactium, Monte Ricco and Monbrodo. The chronology is mostly based on the analysis of necropolises. Throughout prehistory, Istria developed a peculiar style based on its own development, influenced by active contacts with the peoples of the Mediterranean, but also with those from the Danube area and the Alpine regions.
Key words: Istria, Prehistory, Hillforts, Monkodonja, Nesactium.

Riassunto breve - Con il presente contributo si rendono note alcune entità autoctone (Paeonia daurica subsp. velebitensis, Pulmonaria stiriaca, Callianthemum coriandrifolium), alcune delle quali anticipate nella recente check list italiana (Bartolucci et al. 2018), e alloctone casuali (Papaver dubium subsp. austromoravicum, Akebia quinata) nuove per la flora italiana e regionale. Viene inoltre segnalata Viola jordanii, nuova per la flora della Slovenia. Di tutte queste entità vengono inoltre indicati i dati stazionali, la corologia, l’ecologia e le afferenze fitosociologiche che ne inquadrano il comportamento a scala locale.
Parole chiave: nuove specie, flora, Friuli Venezia Giulia, Italia, Slovenia.
Abstract - In this paper several native entities (Paeonia daurica subsp. velebitensis, Pulmonaria stiriaca, Callianthemum coriandrifolium), some of which are anticipated in the recent Italian check list (Bartolucci et al. 2018), and casual alien entities (Papaver dubium subsp. austromoravicum, Akebia quinata) new to the Italian and regional flora are known. Viola jordanii, new to the flora of Slovenia, is also reported. Of all these entities, chorology, ecology and phytosociological attribution, which frame their behavior on a local scale, are also indicated.
Key words: new species, flora, Friuli Venezia Giulia, Italy, Slovenia.
Riassunto - Il marcato aumento della temperatura media degli ambienti alpini ha provocato impatti notevoli sugli ecosistemi d’alta quota. Globalmente è stata osservata una rapida espansione degli arbusti, determinata da una maggiore crescita e capacità di colonizzare aree a quote sempre maggiori. Inevitabile conseguenza di questo fenomeno è l’erosione degli habitat delle specie adattate a vivere ad altitudini elevate, che porta, in ultima analisi, ad un’alterazione della biodiversità. In questo studio è stato applicato un approccio dendroecologico al fine di comprendere le relazioni tra la crescita radiale annuale della specie casmofita Atadinus pumilus (Turra) Hauenschild, le principali variabili climatiche (temperature medie, precipitazioni e precipitazioni nevose) ed altitudine, al fine di determinare i fattori limitanti della crescita della pianta e dell’intera comunità vegetale ospitante. Lo studio è stato condotto nelle Alpi e Prealpi della regione Friuli Venezia Giulia, dove sono stati prelevati 19 campioni lungo un gradiente altitudinale totale di 600 m. L’innalzamento della temperatura media ha determinato un incremento della crescita radiale della specie, mentre l’aumento delle precipitazioni ha limitato la crescita (spessore) degli anelli annuali. La temperatura media, tuttavia, si è dimostrata essere il fattore principale nell’alterazione della crescita radiale, soprattutto nel caso di piante giovani. Infine, una maggiore ricchezza specifica ha determinato una diminuzione della crescita di A. pumilus, imputabile probabilmente a una maggiore competizione. Questi risultati suggeriscono che l’aumento della temperatura potrà cambiare drasticamente anche queste comunità vegetali ben adattate a climi estremi, inducendo una crescita maggiore della vegetazione e un plausibile cambiamento dei rapporti tra le specie presenti e della biodiversità.
Parole chiave: Cambiamento climatico - Biodiversità - Espansione arbusti nani - Specie casmofite - Atadinus pumilus
Abstract - The marked increase in the average temperature of Alpine environments has caused significant impacts on high-altitude ecosystems. Globally, a rapid expansion of shrubs has been observed, brought about by their increased growth and ability to colonise areas at higher and higher altitudes. An inevitable consequence of this phenomenon is the erosion of the habitats of species adapted to living at high altitudes, which ultimately leads to an alteration of biodiversity. In this study, a dendroecological approach was applied to understand the relationships between the annual radial growth of the chasmophyte species Atadinus pumilus (Turra) Hauenschild, the main climatic variables (mean temperatures, precipitation and snowfall) and altitude. The goal was to identify the limiting factors of the growth of the plant and the entire host plant community. The study was conducted in the Alps and Pre-Alps of the Friuli Venezia Giulia region, where 19 samples were taken along a total altitudinal gradient of 600 m. The rise in mean temperature led to an increase in the radial growth of the species, while the increase in precipitation limited the growth (width) of the annual rings. The mean temperature, however, proved to be the main factor in radial growth, especially in the case of young plants. Finally, increased specific richness led to a decrease in the growth of A. pumilus, which was probably due to increased competition. T hese results suggest that rising temperatures may drastically change even these well-adapted plant communities in extreme climates, leading to increased vegetation growth and a plausible change in species ratios and biodiversity.
Key words: Climate change - Biodiversity - Dwarf shrub expansion - Chasmophytic species - Atadinus pumilus
Keywords: Birds Checklist, Nature Reserve Isonzo Rivermouth, Wetlands, Birds monitoring

Riassunto. — Sulla base dei risultati finora ottenuti viene illustrato il carattere altamente dinamico della struttura nota come “ellissoide del Campeón “ a partire per lo meno dal Giurassico, i cui sedimenti affiorano al nucleo della struttura stessa; si ritiene ciò di particolare importanza in senso paleoambientale e tettonico considerando la posizione dell’area studiata.
Parole chiave: Geotettonica, Mesozoico friulano, Ellissoidi.
Abstract — The Authors describe stratigraphy, morphology and tectonic of the ancient ellipsoid of Campeón Mount and demonstrate the mesozoic age of its core and the high environmental energy from both sedimentological and tectonic point of view.
Key words: Geotectonic, Mesozoic of Friuli, Ellipsoids.
Riassunto.— Viene segnalata una fauna a Meduse di un affioramento del Flysch triestino (Eocene inferiore). Si propone la seguente attribuzione: Kirklandia aff. K. texana CASTER 1945.
Parole chiave: Cnidari, Eocene inferiore, Friuli-Venezia Giulia, Sistematica.
Abstract — A Medusal fauna from an outcrop of the Flysch of Trieste (Lower Eocene) is pointed out. The following attribution is proposed: Kirklandia aff. K. texana CASTER 1945.
Key words: Cnidaria, Lower Eocene, Friuli-Venezia Giulia, Systematics.
Riassunto. — Nel presente lavoro vengono riportati i dati, inerenti le lagune di Grado e Marano, riguardanti i Bivalvi provenienti da 59 stazioni. Sono state determinate 39 specie appartenenti a 35 generi. L’associazione rappresentativa risulta costituita da Mytilaster lineatus aff. v. lamarcki, Loripes lacteus, Lepton nitidum, Cerastoderma edule, Scrobiculariaplana e Abra alba.
Parole chiave: Molluschi, Recenti, Paleoecologia, Adriatico settentrionale.
Abstract — In this work are examined the data concerning the Bivalvia from 59 sampling stations in the Grado and Marano lagoons (Northern Adriatic); are reported 39 species ascribed to 35 genera that have been determined. The resulting representative association is formed by Mytilaster lineatus aff. v. lamarcki, Loripes lacteus, Lepton nitidum, Cerastoderma edule, Scrobicularia plana and Abra alba.
Key words: Mollusca, Recent, Paleoecology, Upper Adriatic.
Riassunto. — In questo lavoro sono stati esaminati 41 campioni prelevati con benna e 3 campioni prelevati a mano e trattati con Eritrosina tutti nella zona prospiciente la foce del Fiume Tagliamento (Adriatico settentrionale). Dai risultati ottenuti risultano per i due sistemi di campionatura due associazioni diverse: è perciò importante sottolineare la difficoltà di usare i dati delle biocenosi per confronti paleoecologici.
Parole chiave: Molluschi, Recente, Paleoecologia, Adriatico settentrionale.
Abstract — This work concerns the outcome of the study of the malacofauna, obtained in 41 grab sampling stations and 3 by hand drawings carried out at the mouth of the river Tagliamento.
Key words: Mollusca, Recent, Paleoecology, Upper Adriatic.
Riassunto. — Viene descritta una nuova specie, Cyclostremiscus dariae n. sp. proveniente da Savudrija (Adriatico settentrionale); nessuna specie sicuramente appartenente a questo genere è stata finora segnalata nel Mediterraneo. Viene confrontata con un Cyclostremiscus delle coste occidentali africane.
Parole chiave: Molluschi, Recente, Adriatico settentrionale, Sistematica.
Abstract — It is described a new species, Cyclostremicus dariae n. sp. from Savudrija (North Adriatic sea); none species surely belonging to this genus was previously recordered front Mediterranean Sea. It is discussed in relation with one Cyclostremicus from West African coasts.
Key words: Mollusca, Recent, Upper Adriatic, Systematics.
Riassunto. — Nelle Alpi sudorientali italiane (Carniche e Giulie) con inclusione del Carso triestino sono presenti nove specie di Gentiana L sect. Cyclostigma Griseb. (G. verna, G. tergestina, G. brachyphylla, G. orbicularis, G. pumila, G. bavarica, G. terglouensis, G. nivalis, G. utriculosa). Ne viene studiata la distribuzione sia zonale che verticale.
Parole chiave: Gentianae sect. Cyclostigma, Distrib., Alpi Friulane, Carso Triestino.
Abstract — On the Southeastern Italian Alps (Carnian and Julian Alps) with the Karst
of Trieste there are nine species of Gentiana L. sect. Cyclostigrna Griseb. (G. verna, G. tergestina, G. brachyphylla, G. orbicularis, G. pumila, G. bavarica, G. terglouensis, G. nivalis, G. utriculosa). The paper deals with their distribution both zonal and vertical.
Key words: Gentianae sect. Cyclostigma, Distrib., Alps of Friuli, Karst of Trieste.
Riassunto. — Sono stati studiati i Cladoceri di uno stagno presso Ariis (Basso Friuli). Le specie raccolte sono: Simocephalus vetulus (O.F. MÜLLER), Ceriodaphnia megalops SARS, Scapholeberis mucronata (O.F. MÜLLER), Lathonura rectirostris (O.F.MÜLLER), Acroperus harpae BAIRD, Camptocercus rectirostris SCHÖDLER, Graptoleberis testudinaria (FISCHER), Alona rectangula SARS, Alona quadrangularis (O.F. MÜLLER), Peracantha truncata (O.F. MÜLLER), Pleroxus aduncus (JURINE), Chydorus sphaericus (O.F. MÜLLER) ed Euricercus Iamellatus (O.F.MÜLLER). Viene discussa la distribuzione delle specie indicate in rapporto con il particolare tipo di ambiente in cui sono state raccolte.
Parole chiave: Zoologia, Crostacei, Cladoceri d’acqua dolce, Distribuzione.
Abstract — This research work presents a list of Cladocerans species collected in a pond in Southern Friuli and illustrates their life cycle.
Key words: Zoology, Crustaceans, Fresh water Cladocerans, Distribution.
Riassunto. — Viene descritto l’andamento della temperatura, dell’ossigeno disciolto e della trasparenza studiati nel corso di due anni di ricerche nei due laghi di Fusine. Il lago Inferiore presenta le caratteristiche termiche di un tipico lago temperato, con stratificazione termica inversa durante l’inverno, diretta in estate e isotermia autunnale e primaverile. L’andamento termico del lago Superiore non è cosi caratteristico perché, per la bassa profondità, risente delle vicissitudini termiche atmosferiche. L’ossigeno presenta valori di norma superiori alla saturazione, la trasparenza è piuttosto elevata. L’andamento termico del lago Superiore non è cosi caratteristico perché, per la bassa profondità, risente delle vicissitudini termiche atmosferiche. L’ossigeno presenta valori di norma superiori alla saturazione, la trasparenza è piuttosto elevata. Lo zooplancton è estremamente povero in numero di specie e di individui. In particolare sono state rinvenute 8 specie di Cladoceri di cui solamente Chydorus sphaericus e Eubosmina longispina sono relativamente abbondanti. Viene fatto un elenco delle specie ittiche che vivono nei laghi e viene discussa la loro origine.
Parole chiave: Ecologia, Plancton, Distribuzione Cladoceri, Distribuzione Pesci.
Abstract — Data on temperature, dissolved oxygen and transparency of the two alpine lakes of Fusine (Oriental Alps - Italy) are given. Data on zooplankton and ichthyofauna are reported.
Key words: Ecology, Plankton, Cladocerans distribution, Fishes distribution.
Riassunto. — L’ Autore esamina gli Eterotteri del Friuli raccolti negli anni 1926-28 da M. Gortani e Collaboratori, nonché tutto il materiale radunato negli anni successivi presso il Museo Friulano di Storia Naturale. Vengono segnalate 15 entità non ancora note per questa regione e accertata la presenza in Italia dell’Antocoride Acompocoris pygmaeus (FALL.).
Parole chiave: Eterotteri, Friuli, Collezione Gortani, Museo di Udine.
Abstract — The Author gives notice about Heteroptera mainly collected by Prof. M. Gortani about the years 1926-28 in Friuli. Acompocoris pygmaeus (FALL) is confirmed in Italy.
Key words: Heteroptera, Friuli, Gortani Collection, Museum of Udine.
Riassunto. — Vengono presentati i primi risultati di una ricerca pluriennale sulla fauna a Coleotteri Carabidi e Cicindelidi della Riserva Naturale Regionale della “Val Alba”, sita nel massiccio del Zuc del Boor, presso Moggio Udinese (Alpi Carniche). Vengono descritti quantitativamente mediante trappole a caduta i popolamenti delle principali formazioni forestali del piano montano e dell’orizzonte subalpino e di alcuni biotopi prativi (radure, prateria alpina) e ripicoli, con particolare riguardo alle loro correlazioni microclimatiche e topografiche ed alle interazioni biotiche (formiche del gr. rufa). L’analisi sinecologica (corredata da un transetto) è integrata da considerazioni autoecologiche e faunistiche, soprattutto sulle “penetrazioni” illiriche. Viene messo in rilievo e discusso il significato della presenza, nel bacino, di molti euriendemiti aventi vari rapporti con le vicissitudini glaciali o più in generale paleoambientali della Val Alba e con la situazione geografica. Le conclusioni, talune anche di carattere applicativo, vengono presentate secondo uno schema simile a quello delle “ Schede relative agli ambiti di tutela ambientale e naturalistica perimetrati per l’elaborazione del Piano Urbanistico Regionale del Friuli-Venezia Giulia”.
Parole chiave: Ambienti montani e alpini, Cenosi a Carabidi, Zoogeografia, Paleoecologia, Gestione del territorio.
Abstract. – Results are given of an environmental study on Coleoptera Carabidae and Cicindelidae of the “Val Alba” Nature Reserve on the Zuc del Boor massif. Abundance structures of the main communities of the montane forest zone and of some open habitata (clearings, alpine prairie, stream banks) have been obtaines by pit-traps. They relations to micro-climatic and topographic features of the biotopes as well they biotic interactions with the ants of rufa-group are discussed. To the synecological analysis autoecological and faunistic considerations have been added, especially about the illyrian “penetrations” in the Carnic Alps. The connections between the manifold euryendemites and the geographic-palaeoecological features of this Nature Reserve have been elucidated. Theoretic and applied conclusions are given in the form of the “Index-cards to the environmental protection areas of the Urban Plan of the Region Friuli- Venezia Giulia” .
Key words: Montane and alpine environments, Carabid communities, Zoogeography, Paleoecology, Land use.
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