
Riassunto breve - Viene segnalato e descritto un affioramento di calcari con ricche associazioni a foraminiferi planctonici del Senoniano discordante con il Calcare del Dachstein del Norico superiore (?)- Retico. Esso viene interpretato come un filone sedimentario e messo in relazione con le fasi tettoniche eoalpine che hanno interessato il settore orientale delle Alpi Meridionali.
Parole chiave: Filone sedimentario, Tettonica, Cretacico sup., Alpi Giulie, Alpi Meridionali.
Abstract - An outcrop of limestones with rich associations of Senonian planctonic foraminifers is reported and described. The limestones was deposited unconformably with the Upper Norian (?)-Raethian Dachstein Limestone. It is interpreted as a neptunian dike originated by the eoalpine tectonic phase that involved the eastern part of Southern Alps.
Key words: Neptunian dike, Tectonics, Upper Cretaceous, Julian Alps, Southern Alps.
Riassunto breve - Sono presi in esame i Poriferi rinvenuti da G. Nonini nell’area compresa tra il Rio Lech e il Rio Siera di Sappada oggi conservati presso il Museo Friulano di Storia Naturale. Si tratta della prima segnalazione di una associazione a spugne in quest’area, che, su base litologica, viene attribuita alla Formazione di S. Cassiano (Carnico, Triassico sup.). Un primo esame sistematico dei 29 esemplari depositati ha permesso di riconoscere i seguenti taxa di Inozoa: Stellispongia manon (MUNSTER, 1841), Precorynella capitata (MÜNSTER, 1841), Stollanella sp., Euepirrhysia pusilla (LAUBE, 1865), Corynella cf. penetrata (QUENSTEDT, 1878), Polysiphonella sp.; di Sphinctozoa: Solenolmia manon (MÜNSTER, 1841) e Enoplocoelia armata (KLIPSTEIN, 1843); e di Sclerospongie: Leiospongia cf. subcariosa (MÜNSTER, 1841), Cassianochaetetes cf. gnemidium (KLIPSTEIN, 1845) e Reticulocoelia sp.
Parole chiave: Porifera, Formazione S. Cassiano, Carnico, Sappada, Veneto.
Abstract - First record of Carnian (upper Triassic) Porifera from Sappada area. Here are considered the Porifera collected by G. Nonini in the area between Rio Lech and Rio Siera di Sappada, nowadays stored in the Museo Friulano di Storia Naturale. This is the first record of a sponge association in that area which, on litological basis, is assigned to the S. Cassiano Formation (Carnian, upper Triassic). The first systematic exam of the 29 samples stored has allowed to identify the following taxa of Inozoa: Stellispongia manon (MÜNSTER, 1841), Precorynella capitata (MÜNSTER, 1841), Stollanella sp., Euepirrhysia pusilla (LAUBE, 1865), Corynella cf. penetrata (QUENSTEDT, 1878), Polysiphonella sp.; of Sphinctozoa: Solenolmia manon (MÜNSTER, 1841) and Enoplocoelia armata (KLIPSTEIN, 1843); and of Sclerospongie: Leiospongia cf. subcariosa (MÜNSTER, 1841), Cassianochaetetes cf. gnemidium (KLIPSTEIN, 1845) and Reticulocoelia sp.
Key words: Porifera, S. Cassiano Formation, Carnian, Sappada, Veneto.
Riassunto breve - Resti scheletrici isolati di rettili rinvenuti in più livelli all ‘interno delle “torbiditi d’Aupa” (Anisico superiore, Triassico medio) della Val Aupa (Moggio Udinese, Udine) sono riferiti in gran parte al bizzarro Protorosauriano Tanystropheus. Si tratta di vertebre cervicali, dorsali, caudali, una sacrale, due coste, denti, una clavicola e un ileo. Molto più rari sono i reperti riferibili ai Saurotterigi: un frammento di corazza di un Placodonte Ciamodontoideo, un centro vertebrale caudale e due ilei di Eusauropterygia indeterminati, un dente di Nothosaurus, un grande arco neurale dorsale ed un femore forse riferibili a questo genere. I rettili meglio adattati alla vita in mare aperto, gli Ittiosauri, mancano del tutto. Un calcaneo e un osteoderma dorsale appartengono ad Arcosauri terrestri, probabilmente “Rauisuchi”. I resti di Tanystropheus sono predominanti su quelli dei Saurotterigi come nella parte centrale della Grenzbitumenzone (Anisico superiore) del Monte S. Giorgio dove sono stati rinvenuti anche “Rauisuchi”. Le “torbiditi d’Aupa” sono considerate un’unità torbiditica di mare profondo. La relativa abbondanza di resti di tetrapodi, soprattutto costieri e scarsamente adattati al nuoto come Tanystropheus è inusuale per un tale ambiente di sedimentazione e suggerisce che almeno una parte delle “torbiditi d’Aupa” non si sia originata in un bacino torbiditico.
Parole chiave: Rettili, Protorosauria, Tanystropheus, Sauropterygia, Cyamodontoidea, Eusauropterygia, Nothosaurus, “Rauisuchia”, Triassico medio, Anisico superiore, Friuli settentrionale.
Abstract - Isolated and scattered skeletal remains of reptiles are reported from several different levels of the informal lithostratigraphic unit known as “torbiditi d’Aupa “ (late Anisian, Middle Triassic) of the Aupa Valley (Moggio Udinese, Udine Province, Friuli Venezia Giulia Region, NE Italy). They are mostly referred to the bizarre protorosaurian Tanystropheus and consist of cervical, dorsal, sacral and caudal vertebrae, ribs, teeth, a clavicle and an ilium. Less common are the bones referable to the sauropterygians: a fragment of an armour from a cyamodontoidean placodont, a centrum of a caudal vertebra and two ilei of indeterminate eusauropterygians, a Nothosaurus tooth and a large neural arch and a femur possibly referable to this latter genus. Reptiles better suited to life in the open sea, like the ichthyosaurians, are absent. A calcaneum and a dorsal osteoderm belong to terrestrial archosaurians, probably “rauisuchians”. Tanystropheus remains prevail over those of sauropterygians like in the middle part of the basinal Grenzbitumenzone (Upper Anisian) of Mt. S. Giorgio (Switzerland and Italy) where also “rauisuchians” were found. The “torbiditi d’Aupa” were considered a deep marine unit made of turbidite layers. The relative abundance of coastal reptiles with limited swimming capabilities like Tanystropheus is unusual for such a depositionary environment suggesting that at least a part of the “torbiditi d’Aupa” did not originate in a deep turbiditic basin.
Key words: Reptilia, Protorosauria, Tanystropheus, Sauropterygia, Cyamodontoidea, Eusauropterygia, Nothosaurus, “Rauisuchia “, Middle Triassic, Late Anisian, Northern Friuli.
Riassunto breve - Vengono presentati i primi dati raccolti a Pramollo-Dosso Confine (Pontebba, Udine, m 1530 s.l.m.) nel corso degli scavi che hanno interessato una superficie di 39 mq. L’industria litica risulta realizzata principalmente in selce locale e, in piccola parte, in cristallo di rocca di provenienza esotica. L’analisi della distribuzione dei materiali evidenzia la presenza di aree specializzate: un’area per la lavorazione del cristallo e un’area per la scheggiatura della selce e la preparazione delle armature. I materiali litici, ancora in corso di studio, paiono riferibili alla fine del Paleolitico superiore o, come indicherebbe una datazione 14C, alla fase antica del Mesolitico (Sauveterriano).
Parole chiave: Tardiglaciale, Olocene antico, Industria litica, Cristallo di rocca.
Abstract - Preliminary data issued from archaeological excavations carried out in Pramollo- Dosso Confine site (Pontebba, Udine, 1530 m) are here presented. The investigated area was 39 squaremetres large. The chipped industry is mainly made of local flint, but few artefacts are of hyaline quartz. The distribution analysis of the lithic artefacts highlights the existence of two different working areas: one for the hyaline quartz and one for the flint. The lithic industry analysis is still in progress, but the preliminary data and one 14C dating refer this site to the end of the Upper Palaeolithic or, more probably, to the Early Mesolithic (Sauveterrian).
Key words: Late Glacial, Early Holocene, Chipped industry, Hyaline quartz.
Riassunto breve - È stata compiuta una ricerca sulla flora briologica dell’Altipiano di Razzo (Alpi Carniche), in territorio rientrante nella provincia di Belluno (Regione Veneto) e confinante con il Friuli Venezia Giulia. Viene fornito un elenco di 67 taxa: 19 taxa sono di epatiche e 48 di muschi; 2 specie di epatiche e 4 di muschi risultano nuove per il Veneto, mentre 3 specie di epatiche e 5 di muschi appaiono delle riconferme per la regione.
Parole chiave: Briofite, Flora, Altipiano di Razzo, Provincia di Belluno, Alpi Carniche.
Abstract - A research on the bryological flora of the Altipiano di Razzo (Carnic Alps), in the provincial territory of Belluno (Veneto Region), bordering on Friuli Venezia Giulia, has been carried out. A list of 67 taxa is given: 19 taxa of liverworts and 48 of mosses; 2 species of liverworts and 4 of mosses are new findings to Veneto, while 3 liverworts and 5 mosses are confirmed for the Veneto Region.
Key words: Bryophytes, Flora, Altipiano di Razzo, Belluno, Carnic Alps.
Riassunto breve - Le siepi costituiscono elementi fondamentali nell’ambito del paesaggio della Pianura friulana, oggi molto semplificato. Questi ecosistemi lineari vengono analizzati attraverso un approccio integrato che si basa su dati floristici, strutturali e paesaggistici. I dati sono stati elaborati separatamente e in seguito confrontati per evidenziare la correlazione fra i diversi approcci e definire modelli floristico-strutturali, utili anche per interventi di ricostruzione ambientale.
Parole chiave: Siepi, Sintassonomia, Struttura, Paesaggio, Pianura friulana.
Abstract - Hedgerows represent important ecological elements inside the landscape of the Friulian plain, which is nowadays extremely simplified. These linear ecosystems are analyzed through a complex approach based on floristic, structural and landscape data. Different data set were first separately elaborated and later compared in order to understand the correlation between different approaches and define some floristic-structural models that can be useful also for practical environmental reconstruction plans.
Key words: Hedgerows, Syntaxonomy, Structure, Landscape, Friulian plain.
Riassunto breve - Nel periodo compreso fra marzo e settembre 2003 è stato condotto, nel Sandanielese, uno studio al fine di identificare le principali specie vegetali di interesse apistico. Sono state prese in cosniderazione le aree circostanti 4 apiari di tipo stanziale appartenenti a quattro diversi comuni, tutti situati in provincia di Udine. Dai rilevamenti floristici è emerso che le famiglie più rappresentate nei quattro siti sono Leguminosae, Compositae, Rosaceae e Labiatae. In totale sono state identificate 172 specie botaniche appartenenti a 55 famiglie. Sulla base delle analisi melissopalinologiche eseguite sui 12 campioni di miele, provenienti dai quattro apiari, è stato possibile definirne gli spettri pollinici, risultati tipici e costanti. La conoscenza della flora “apistica” è molto utile per gli apicoltori, che possono così sfruttare completamente le diverse fioriture anche attraverso lo spostamento degli alveari, al fine di ottenere produzioni uniflorali. Nel corso della ricerca è stato anche effettuato uno studio mirato a rilevare la presenza di Metcalfa pruinosa, al fine di verificare se la presenza del fitomizo fosse sufficiente a permettere la produzione del miele di “melata di metcalfa”.
Parole chiave: Miele, Analisi melissopalinologica, Rilevamenti in campo, Apiari, Flora apistica, Specie “nettarifere”, Metcalfa pruinosa.
Abstract – During the period, March to September 2003 an investigation was carried out, in the San Daniele area, to identify which plants were most important for bees. Four areas, all in Udine province surrounding four beehives, were studied. Field observations indicate that the following botanical families, are the most frequent in these site: Leguminosae, Rosaceae, Compositae and Labiatae; in fact it was possible to identify 172 botanical species, belonging to 55 different families. Melissopalynological analysis was performed on 12 honey samples, which came from beehives of the four apiaries; in this way it was possible to describe the honey pollen spectrum, which resulted typical and costant. A knowldege of apiarian flora is very useful for beekeepers, because, in this way, the can utilize, completely, different blossoms by moving the beehives, so as to obtain unifloral production. During the research also the presence of Metcalfa pruinosa was noted; the purpose was to estimate the insect’s presence, and determiner if it had been possible to obtain honeydew honey.
Key words: Honey, Melissopalynological analysis, Field Observations, Beehives, Apiarian flora, Nectar plants, Metcalfa pruinosa.
Abstract – Acrobasis foroiuliensis sp. n. from Friuli Venezia Giulia and Veneto (Italy) is described. The new species is closely related to Acrobasis consociella (HÜBNER, 1813) and A. xanthogramma (STAUDINGER, 1870). Diagnostic characters are found in the pattern elements of the forewings as well as characters of the antennae, male and as far as known female genitalia to distinguish these taxa.
Key words: Lepidoptera, Pyralidae, Phycitinae, Acrobasis foroiuliensis sp. n., New species,
Taxonomy, Italy.
Riassunto breve - Acrobasis foroiuliensis sp. n. viene descritta per la prima volta per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (Italia). La nuova specie è strettamente collegata ad Acrobasis consociella (HÜBNER, 1813) e A. xanthogramma (STAUDINGER, 1870). I caratteri diagnostici si ritrovano nel disegno delle ali anteriori e nelle caratteristiche delle antenne; i genitali maschili e, per quanto si sa, quelli femminili distinguono questi taxa.
Parole chiave: Lepidoptera, Pyralidae, Phycitinae, Acrobasis foroiuliensis sp. n., Nuova specie, Tassonomia, Italia.
Abstract - 1.314 species of Lepidoptera are recorded for the fauna of 18 Natura 2000 sites in Friuli Venezia Giulia, most of them associated with wetland habitats. Further 81 species are based on older data. The species inventory includes several remarkable records to Italy including new faunistic data, species new to science and endangered and protected species which are reviewed exemplarily. The significance of each biotope for Lepidoptera is discussed in some detail.
Key words: Lepidoptera, Wetland habitats, Faunistics, Italy, Friuli Venezia Giulia.
Riassunto breve - In questo lavoro sono state censite 1.314 specie di Lepidotteri rinvenute in 18 siti di Natura 2000 del Friuli Venezia Giulia, molti dei quali associati alla presenza di zone umide. Ulteriori 81 specie vengono inoltre segnalate sulla base di dati storici. L’elenco delle specie comprende molte segnalazioni notevoli per l ‘Italia con dati faunistici inediti, specie nuove per la scienza e specie minacciate e tutelate che sono state esaminate singolarmente. Il valore di ciascun biotopo per quel che riguarda i Lepidotteri è stato discusso dettagliatamente.
Parole chiave: Lepidoptera, Ambienti umidi, Dati faunistici, Italia, Friuli Venezia Giulia.
Riassunto breve - Il presente lavoro riporta i risultati di raccolte sporadiche in varie località del Friuli Venezia Giulia effettuate nell’arco di trent’anni (1973-2004). Nell’ambito di oltre 200 escursioni, che si sono svolte tra marzo e ottobre con catture diurne e notturne e l’utilizzo di trappole luminose ed esche, è stato possibile determinare complessivamente 1.173 specie di Lepidotteri appartenenti a 59 famiglie.
Accanto a varie nuove segnalazioni per la Regione vengono inoltre segnalate come nuove per l’Italia le seguenti cinque specie: Pseudatemelia elsae SVENSS. (Amphisbatidae), Rhyacionia hafneri RBL. (Tortricidae), Apomyelois bistriatella HULST (Pyralidae), Hypsotropa unipunctella RAGONOT (Pyralidae) e Eumannia lepraria (RBL.) (Geometridae). Il lavoro comprende infine l’elenco delle specie e la descrizione delle località di raccolta, una carta d’insieme della Regione in cui sono state evidenziate le suddette località, alcune tavole a colori e i commenti su alcune specie particolarmente significative.
Parole chiave: Lepidoptera, Italia, Friuli Venezia Giulia, Fiume Tagliamento, Dati faunistici.
Abstract - This work reports on results from occasional collections in many sites of Friuli Venezia Giulia in the period 1973-2004. By more than 200 excursions, from March to October, by day and night and by light traps and baits, a total amount of 1.173 species of Lepidoptera from 59 families were caught. Besides new records for the Region, five new species are recorded for Italy: Pseudatemelia elsae SVENSS. (Amphisbatidae), Rhyacionia hafneri RBL. (Tortricidae), Apomyelois bistriatella HULST (Pyralidae), Hypsotropa unipunctella RAGONOT (Pyralidae) and Eumannia lepraria (RBL.) (Geometridae). A full list and description of the localities of collection, a comprehensive map of the Region with the localities, some colour plates and the comment about some species specially relevant are also included.
Key words: Lepidoptera, Italy, Friuli Venezia Giulia, Tagliamento river, Faunal data.
Abstract - The Conopid flies (Diptera Conopidae) are solitary endoparasitoids, mainly of Aculeate Hymenoptera. At present, 62 Conopid species are known in Italy. In the years 1997-2000 Conopid flies were studied in two sites of Friuli Venezia Giulia (north-eastern Italy) characterized by a different degree of naturalness. Altogether, 13 Conopid species were found; 12 species were observed in the more natural site and 7 in the other. Conops silaceus WIEDMANN in MEIGEN, 1824 was the more frequent. The highest number of specimens and species was collected in August. The adults were found on several blooming herbaceous plants, mainly Compositae, but also Dipsacaceae, Labiatae, Ranunculaceae, Leguminosae, Boraginaceae and Convolvulaceae; the flowers of these plants are frequently visited by their potential hosts.
Key words: Diptera, Conopidae, Entomofauna, Biodiversity, Northern Italy.
Riassunto breve - I Ditteri appartenenti alla famiglia dei Conopidi sono endoparassitoidi solitari soprattutto di Imenotteri Aculeati. Attualmente sono note per l’Italia 62 specie. Negli anni 1997-2000 è stato condotto uno studio sui Conopidi in due siti del Friuli Venezia Giulia caratterizzati da un differente livello di naturalità. Nel complesso sono state reperite 13 specie di Conopidi, 12 nel sito più naturale e 7 nell’altro sito. La specie più frequente è risultata Conops silaceus WIEDMANN in MEIGEN, 1824. Il numero più elevato di esemplari e di specie è stato rilevato in agosto. Gli adulti sono stati osservati su diverse piante erbacee in fioritura, per lo più Composite, ma anche Dipsacacee, Labiate, Ranunculacee, Leguminose, Boraginacee e Convolvulacee; i fiori delle stesse piante sono frequentemente visitati anche dai loro potenziali ospiti.
Parole chiave: Ditteri, Conopidae, Entomofauna, Biodiversità, Italia settentrionale.
Riassunto breve - La presente nota costituisce l’introduzione generale a una serie di contributi sull’apidofauna (Hymenoptera Apoidea) della regione Friuli Venezia Giulia e di territori circostanti, nonché la presentazione delle specie appartenenti alla famiglia Colletidae. Le altre famiglie degli Apoidei saranno presentate in successive note. Nella prima parte del lavoro, dopo una sintetica illustrazione degli studi condotti in Italia e nelle aree in esame su detto gruppo sistematico, sono indicati gli scopi della serie di contributi e le modalità di studio dei materiali. Oltre alla presentazione dei dati relativi a centinaia di reperti originali, raccolti dagli Autori nel periodo 1980-2004, molta importanza è stata data alla ricerca bibliografica, in particolare ai lavori di Eduard Gräffe (1833-1916), e allo studio degli esemplari dallo stesso citati e conservati in collezioni museali. Nella seconda parte di questa nota sono riportati i dati relativi alla presenza e distribuzione delle diverse specie della famiglia Colletidae nelle aree geografiche del territorio e, per molte di esse, sulle piante in fiore visitate. Per i Colletidi sono state reperite 40 specie, 29 delle quali appartenenti al genere Hylaeus FABRICIUS e 11 al genere Colletes LATREILLE. H. kahri FÖRSTER, H. taeniolatus FÖRSTER, C. hederae SCHMIDT & WESTRICH, C. hylaeiformis EVERSMANN, C. maidli NOSKIEWICZ e C. nigricans GISTEL sono entità da inserire a livello specifico nella Checklist delle specie della fauna italiana. Le specie H. trinotatus PÉREZ e C. hylaeiformis EVERSMANN sono citate per la prima volta per il Nord Italia. Non è stato possibile confermare la presenza di altre sette specie nominate in letteratura per il territorio esaminato.
Parole chiave: Hymenoptera, Apidofauna, Colletidae, Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale.
Abstract - The present paper is the general introduction to a series of papers on wild bees
(Hymenoptera Apoidea) of the Friuli Venezia Giulia region (North-eastern Italy) and surrounding areas, and the presentation of the species belonging to the Colletidae family. In subsequent papers data on the remaining bee families will be provided. In the first part of this note, after a brief summary of the work carried out in the past in Italy and in the studied areas, the aims and methods used in this series of reports are described. In addition to the presentation of the data concerning hundreds of original specimens collected in the period 1980-2004, great importance is given to bibliographical research, in particular the papers by Eduard Gräffe (1833-1916), and the study of the specimens cited by the same person and conserved in the museum collections. In the second part, data are presented on the occurrence and distribution of different bee species belonging to the family of Colletidae in the various geographic areas of the region, and for many of them on the flowering plants visited. Forty species of Colletidae were found; 29 belonging to the genus Hylaeus FABRICIUS and 11 to the genus Colletes LATREILLE. H. kahri FÖRSTER, H. taeniolatus FÖRSTER, C. hederae SCHMIDT & WESTRICH, C. hylaeiformis EVERSMANN, C.
maidli NOSKIEWICZ and C. nigricans GISTEL should be inserted at the species level into the Checklist of Italian species. The species H. trinotatus PÉREZ and C. hylaeiformis EVERSMANN are recorded for the first time to Northern Italy. It was not possible to confirm the occurrence of the other seven species mentioned in the literature.
Key words: Hymenoptera, Wild bee fauna, Colletidae, Friuli Venezia Giulia region, North-eastern Italy.
Riassunto breve - Una popolazione di Pelobate fosco (Pelobates fuscus (LAURENTI, 1768)) è stata scoperta nel 2005 in un sito costiero vicino a Rosolina, tra la Laguna di Venezia e il Delta del Po. Si tratta dell’unica popolazione della specie attualmente nota nel Veneto e una delle poche conosciute nella pianura costiera dell’Alto Adriatico.
Parole chiave: Pelobates fuscus insubricus, Distribuzione, Porto Caleri, Rovigo, Veneto.
Abstract – A previously unknown population of Spadefoot Toad (Pelobates fuscus (LAURENTI, 1768)) has been discovered in 2005 at a coastal site near Rosolina, between the Venice Lagoon and the Po Delta. It is the only relic population of the species currently known in the Veneto region, as well as among the few populations in the North-Adriatic coastal plain.
Key words: Pelobates fuscus insubricus, Distribution, Porto Caleri, Rovigo, Veneto.

Riassunto breve - Le Prealpi Carniche si trovano all’interno delle Alpi Meridionali orientali
caratterizzate dall’interferenza tra le strutture della Catena Dinarica di età paleogenica e quelle della Catena Sudalpina sviluppatasi nel Neogene. L’area del M. Broili e del Cuel dal Meloc presenta alcune evidenze di geometrie connesse con questi due eventi tettonici. Viene qui proposto un modello evolutivo valido per quest’area: l) tettonica estensionale mesozoica con attivazione di faglie distensive orientate N-S che regolavano la sedimentazione; 2) Sviluppo di pieghe e sovrascorrimenti SW-vergenti durante l’Evento Mesoalpino; 3) Sviluppo di pieghe e sovrascorrimenti S-vergenti durante le prime fasi dell ‘evento Neoalpino; 4) sovrascorrimenti SE-vergenti nelle successive fasi.
Parole chiave: Friuli Venezia Giulia, Alpi Meridionali, Dinaridi, Tettonica polifasica.
Abstract - The Carnian Pre-Alps are located in the eastern Southern Alps characterized by the interference pattern between the Dinaric paleogene thrust belt and the Southalpine neogene one. The Broili Mt. and Cuel dal Meloc area presents spectacular evidences of structural geometries related to the two tectonic events. A structural evolution of this area is proposed: 1) tensional Mesozoic tectonics, with N-S normal faults; 2) SW-vergent folds and thrusts during the Mesoalpine Event; 3) S-vergent folds and thrusts during the first fase of the Neoalpine Event; 4) SE-vergent thrusts during the successive Neoalpinefases.
Key words: Friuli Venezia Giulia, Southern Alps, Dinarides, Polyphase tectonics.
Riassunto breve - La Valle del Vajont è nota per il disastroso evento franoso del 1963. Le formazioni geologiche presenti sono state recentemente oggetto di studio funzionale all’avvio del progettato “EcoMuseo Vajont: continuità di vita”. Ciò ha portato al rinvenimento di un tronco in uno strato di calcare selcifero di età valanginiana appartenente alla Formazione del “Calcare di Soccher”. Una prima analisi delle sezioni sottili ottenute dalla porzione perimidollare del tronco ha evidenziato la presenza di materiale organico, confermata da indagini termogravimetriche, e la spettacolare conservazione delle strutture cellulari originarie. Queste osservazioni fanno pensare per il reperto ad una fossilizzazione mista di permineralizzazione e carbonizzazione incompleta, avvenuta con eccezionale qualità di conservazione. L’analisi al microscopio ottico rivela la presenza di legno secondario con struttura picnoxilica e di masserelle di ambra che, anche in assenza di canali resiniferi, permettono di attribuire il reperto alla classe Gymnospermopsida, ordine Coniferales.
Parole chiave: Friuli, Tronco fossile, Valanginiano, Cretaceo inferiore, Analisi xilotomiche, Coniferales.
Abstract - The Vajont Valley - which is famous for the devastating landslide happened in 1963 - has recently been studied with respect to its geological formation. The results will be presented in a prospective museum on “EcoMuseo Vajont: continuità di vita “. A fossil trunk preserved in a Valanginian cherty limestone of “Calcare di Soccher” formation was found. Preliminary analysis of the thin sections from the perimedullar part of the trunk, revealed the perfect preservation of the internal structure (tissues and cell walls). Chemical analyses suggested that the fossil trunk is an example of mixed fossilization: permineralization and incomplete carbonization. The microscope analysis revealed the pycnoxylic structure of the secondary xylem and the presence of amber deposits. Despite the lack of resin ducts, the above details suggested that the fossil trunk belongs to the class of Gymnospermopsida, order Coniferales.
Key words: Friuli, Fossil trunk, Valanginian, Early Cretaceous, Xylotomic analysis, Coniferales.
Riassunto breve - Vengono descritti e illustrati cefalopodi nautiloidei appartenenti alle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Tutti gli esemplari studiati provengono dal Siluriano del versante italiano delle Alpi Carniche e appartengono alla famiglia Orthoceratidae. Complessivamente vengono descritte dieci specie appartenenti a sette generi delle sottofamiglie Michelinoceratinae, Kionoceratinae e Leurocycloceratinae. Lo stato di conservazione non ottimale non consente una precisa attribuzione tassonomica di tutte le forme e un taxon viene lasciato a nomenclatura aperta.
Parole chiave: Cefalopodi Nautiloidei, Orthoceratidae, Tassonomia, Siluriano, Alpi Carniche.
Abstract - Nautiloid cephalopods stored at the Museo Friulano di Storia Naturale in Udine (Italy) are here described and illustrated. All specimens come from Silurian rocks of the Italian side of the Carnic Alps, and belong to the Fam. Orthoceratidae. Ten species of seven genera of subfamilies Michelinoceratinae, Kionoceratinae and Leurocycloceratinae are described; however, the not perfect state of preservation prevents a precise taxonomic placing of all specimens, and a taxon is left in open nomenclature.
Key words: Nautiloid Cephalopods, Orthoceratidae, Taxonomy, Silurian, Carnic Alps.
Abstract - Some specimens of fossil fishes belonging to the family Colobodontidae, referable to the Carnian (Upper Triassic) and coming from a few localities in Valcanale-Canal del Ferro (Udine, NE Italy) are here described. The material, although found in the scree, can be ascribed to the Predil Limestone and the Rio del Lago Formation, based on the local geology. The examined material consists of some parts of the body and of the skull of a single specimen, a complete skull preserved in three dimensions and of isolate scales, all stored at the Museo Friulano di Storia Naturale of Udine. A body fragment covered by rows of scales is stored at the Museo Paleontologico di Monfalcone (GO). These findings are important because they are the first certain evidence of the presence of this taxon in the Upper Triassic.
Key words: Colobodontidae, Actinopterygii, Carnian, Upper Triassic, Predil Limestone, Rio del Lago Formation, Friuli.
Riassunto breve - Vengono descritti alcuni esemplari di pesci fossili appartenenti alla famiglia Colobodontidae, riferibili al Carnico (Triassico Superiore) e provenienti da diverse località della Valcanale- Canal del Ferro (provincia di Udine). I reperti sono stati rinvenuti nel Calcare del Predil e nella Formazione di Rio del Lago. II materiale studiato è costituito da alcuni frammenti di corpo e di cranio appartenenti allo stesso esemplare, da un cranio completo conservato in tre dimensioni e da scaglie isolate, tutti depositati al Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Un frammento di corpo ricoperto da file di scaglie è conservato al Museo Paleontologico di Monfalcone (GO). L’importanza dei ritrovamenti è legata al fatto che sono la prima testimonianza certa della presenza di questo taxon nel Triassico Superiore.
Parole chiave: Colobodontidae, Actinopterygii, Carnico, Triassico Superiore, Calcare del Predil, Formazione di Rio del Lago, Friuli.
Riassunto breve - L’analisi funzionale di un campione di strumenti provenienti da Sammardenchia- Cûeis (Pozzuolo del Friuli, Udine), conferma il forte peso dell’agricoltura nello spettro delle attività dei primi gruppi umani del Neolitico antico dell’Italia settentrionale. Al tempo stesso, tuttavia, sono attestate attività legate allo sfruttamento delle risorse animali. I dati dell’analisi funzionale indicano in molti casi un ciclo di vita complesso e articolato per gli strumenti esaminati, oggetto di riutilizzo su più aree o su differenti materiali. Il confronto con le osservazioni della tecnologia di produzione permette di apprezzare il ruolo funzionale delle diverse categorie di prodotti ottenuti.
Parole chiave: Analisi funzionale, Tracce d’uso, Industria litica, Neolitico antico.
Abstract - Functional analysis of a sample of tools from Sammardenchia-Cûeis (Pozzuolo del Friuli, Udine), testifies the agriculture weight in the economical organization of Early Neolithic human groups in Northern Italy. At the same time, the exploitation of some animal resources is prooved. Tools seem to have, in many cases, a complex history regarding their utilization: in fact they could be re-used on different functional areas or on different materials. By comparing functional analysis data and production technology data, it is possibile to understand the functional role of different lithic products.
Key words: Functional analysis, Use-wear traces, Lithic industry, Early Neolithic.
Riassunto breve - Vengono descritti i materiali litici (45 manufatti, tra cui 9 strumenti) rinvenuti in superficie nei pressi del Monte Stena nel Carso Triestino, distribuiti in due aree di dispersione distanti tra loro poche centinaia di metri. Le materie prime derivano in gran parte da piccoli ciottoli di origine fluviale provenienti con tutta probabilità dalla valle del fiume Timavo/Reka (Slovenia), mentre non è documentato l’utilizzo della selce del Carso (affiorante soprattutto nell’area di Komen e nella dolina denominata Velike Nive, nei pressi di Aurisina). Tra i reperti più interessanti, vengono segnalati alcuni strumenti mesolitici che testimoniano una frequentazione della zona, forse per motivi connessi all’attività venatoria, almeno a partire da questo periodo. Alcuni manufatti frammentari o di difficile interpretazione cronologica sono con tutta probabilità attribuibili a momenti diversi della preistoria.
Parole chiave: Monte Stena (Carso Triestino), Industria litica di superficie, Mesolitico.
Abstract - Two surface scatters of lithic artefacts (among them 9 tools) found in the Monte Stena Area (Trieste Karst) are described in the present paper. The raw materials are small fluvial pebbles Probably from the Timavo/Reka valley (Slovenia); the Karst flint (outcropping in the Komen area and in the Velike Nive dolina near Aurisina) is not present. Among the findings, there are some Mesolithic tools which show that the area was visited in this period probably for reasons connected to hunting activities. It is difficult to define the chronology of other, sometimes broken, artefacts; some of them may be related to different prehistoric periods.
Key words: Monte Stena (Trieste Karst), Lithic surface artefacts, Mesolithic.
Riassunto breve - Viene presentato un primo contributo sulle conoscenze del genere Chara in Friuli Venezia Giulia e nei territori limitrofi. Si tratta di un genere che appartiene alla famiglia di alghe verdi Characeae, di particolare interesse per il loro importante ruolo ecologico e di bioindicazione. Sono state censite 14 entità; fra di esse vi sono numerosi taxa ad ampia distribuzione ed ecologia quali Chara vulgaris L. var: vulgaris, ma anche specie stenoecie quali Chara intermedia A. Braun, esclusiva delle torbiere alcaline. La scarsità di dati bibliografici rende difficile un paragone con altre realtà italiane.
Parole chiave: Chara, Friuli Venezia Giulia, Bioindicatori.
Abstract - First data regarding the distribution and ecology of genus Chara in Friuli Venezia Giulia and neighbourhood are presented. This genus belong to the family of green algae Characeae which are interesting for their ecological and bioindication value. 14 entities have been sampled: there are both cosmopolite and euriecic species, such as Chara vulgaris L. var vulgaris, both stenoecic taxa such Chara intermedia A. Braun, characteristic of alkaline peat bogs. The lack of data from other Italian regions makes comparison difficult.
Key words: Chara, Friuli Venezia Giulia, Bioindicators.
Riassunto breve - Nel quattordicesimo contributo alla cartografia floristica della regione Friuli Venezia Giulia si rendono noti i ritrovamenti di alcune interessanti entita a livello italiano, regionale e provinciale frutto dello studio di differenti gruppi di lavoro: Euphorbia dentata Michx.; Poa chaixi Vill.; Helictotrichon parlatorei (Woods) Pilger; Crepis pontana (L.) Dalla Torre; Aquilegia thalictrifolia Schott et Kotschy e Arabis serpillifolia Vill. subsp. serpillifolia.
Parole chiave: Floristica, Cartografia, Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale.
Abstract - The paper deals with the fourteenth contribution to the floristic cartography of Friuli Venezia-Giulia region (North East Italy) and mentiones these entities studied by different working groups: Euphorbia dentata Michx.; Poa chaixi Vill.; Helictotrichon parlatorei (Woods) Pilger; Crepis pontana (L.) Dalla Torre; Aquilegia thalictrifolia Schott et Kotschy e Arabis serpillifolia Vill. subsp. serpillifolia.
Key words: Flora, Cartography, Friuli Venezia Giulia, North-eastern Italy.
Riassunto breve - Nel lavoro si segnala per la prima volta la presenza di Shargacucullia gozmanyi G. RONKAY & L. RONKAY, 1994 sul territorio italiano e si conferma la presenza di Shargacucullia blattariae (ESPER, 1790) in Italia centrale.
Parole chiave: Shargacucullia, Noctuidae, Lepidoptera, Segnalazioni faunistiche, Italia, Bruchi.
Abstract - Shargacucullia gozmanyi G. RONKAY & L. RONKAY, 1994 is firstly recorded from Italy on the basis of populations discovered in Friuli Venezia Giulia and Shargacucullia blattariae (ESPER, 1790) is shown to occur in Central Italy after comparisons of the larval pattern with that of its close congeneric species S. caninae (RAMBUR, 1833).
Key words: Shargacucullia, Noctuidae, Lepidoptera, New records, Italy, Larvae.
Riassunto breve - In questo secondo contributo sono riportate le entità sistematiche appartenenti alla famiglia Apidae (sensu PAGLIANO, 1995) raccolte dagli Autori o studiati dagli stessi in collezioni di Università e Musei nelle quali è custodito copioso materiale dei territori oggetto della presente ricerca.
Inoltre, per alcune specie, in particolare del genere Bombus LATREILLE, raccolte regolarmente per più anni nelle medesime località, sono riportati per ogni esemplare, oltre al sesso e alla data di cattura, anche il vegetale in fioritura sul quale è stato osservato. Sono state esaminate 48 entità (specie o sottospecie) di Apidi appartenenti ai generi Xylocopa LATREILLE (3), Ceratina LATREILLE (6), Bombus LATREILLE (29) Psithyrus LEPELETIER (9) e Apis LINNAEUS (l). Vengono riportati i dati dei primi rinvenimenti in Friuli Venezia Giulia di tre entità: Bombus gerstaeckeri MORAWITZ, B. jonellus martes GERSTAECKER e Psithyrus quadricolor meridionalis RICHARDS, nonché quelli relativi a esemplari di Bombus distinguendus MORAWITZ e di B. pomorum PANZER, correttamente non citati nella Checklist delle specie della fauna italiana, ma raccolti in territori confinanti con l’attuale Friuli Venezia Giulia (Istria). Sono indicate separatamente quattro specie (appartenenti ai generi Ceratina, Bombus e Psithyrus, con le relative località di raccolta) reperite in bibliografia, ma delle quali gli Autori non hanno potuto esaminare alcun esemplare nelle collezioni studiate. Vengono infine proposte alcune modifiche alla Checklist delle specie della fauna italiana. Dall’esame dei numerosi reperti è possibile evidenziare come la quasi totalità delle specie di Bombus sia polilettica, assicurando l’impollinazione non solo delle piante coltivate, ma anche di quelle spontanee, comprese quelle di interesse naturalistico. Solo B. gerstaeckeri, fra gli Apidi qui elencati, appare come specie oligolettica specializzata su Aconitum spp. (Ranuncolacee).
Parole chiave: Hymenoptera, Apoidea, Friuli Venezia Giulia, Apidae.
Abstract - In this second paper, data on systematic entities of the Apidae family (sensu PAGLIANO, 1995) are presented; many hundreds of specimens collected by the Authors or conserved in University and Museum collections were studied. For some species; in particular belonging to the genus Bombus LATREILLE, regularly collected for several years in the sameplaces, the flowering plants visited are also reported. In the whole, 48 bee species or subspecies of the genera Xylocopa LATREILLE (3), Ceratina LATREILLE (6), Bombus LATREILLE (29), Psithyrus LEPELETIER (9) and Apis LINNAEUS (1) were examined.
The species Bombus gerstaeckeri MORAWITZ, B. jonellus martes GERSTAECKER and Psithyrus quadricolor meridionalis RICHARDS are recorded for the first time to the Friuli Venezia Giulia region. Bombus distinguendus MORAWITZ and B. pomorum PANZER - correctly unmentioned in the Checklist of the species of the Italian fauna - were collected in surrounding areas (Istria) of Friuli Venezia Giulia. Other four species, including in the genera Ceratina, Bombus and Psithyrus, mentioned in the literature but not found by the Authors in the examined collections, are separately mentioned. Some modifications to the Checklist of the species of the Italian fauna are also proposed. By the evaluation of several data on the flowering plants visited by wild bees, it is possible to point out that almost all the species including in the genus Bombus are polilectic, favoring the pollination not only of cultivated plants but also of spontaneous ones, included those of natural interest. Only B. gerstaeckeri, among the considered Apidae, seems to be a oligoleptic species, specialized on Aconitum spp. (Ranunculaceae).
Key words: Hymenoptera, Bees, Friuli Venezia Giulia region, Apidae.
Riassunto breve - In questo studio vengono riportati i risultati relativi alle analisi delle comunità macrozoobentoniche presenti in 8 stazioni poste sul torrente Rosandra (Trieste, Nord Est Italia) e visitate nel luglio e novembre 2004 e nel maggio 2005. Lo scopo di queste analisi è stato principalmente quello di rilevare le differenze della struttura di dette comunità in relazione alle diverse condizioni dell’ambiente fluviale e del territorio circostante le singole stazioni, nonché di osservare le modificazioni delle comunità nelle diversestagioni e, quindi, di valutare lungo l’asta fluviale la qualità biologica delle acque, studio precedentemente condotto da GASPARINI (1996). È stata poi analizzata la composizione delle comunità ittiche in tre stazioni opportunamente fissate lungo il torrente, analisi precedentemente condotta da STOCH et al. (1992). I risultati ottenuti hanno permesso di rilevare che a distanza di 13 anni la valutazione della qualità biologica delle acque nonrisulta sostanzialmente variata. L’analisi della struttura delle comunità macrozoobentoniche, presenti da monte verso valle, denuncia delle differenze fortemente condizionate dalla morfologia dell’ambiente fluviale e dalle condizioni delle zone di ecotono e più in generale del territorio circostante il corso d’acqua. Per quanto attiene le comunità ittiche preoccupante è risultata la consistenza della popolazione di Salmo [trutta] trutta, Salmonidenon autoctono in questo torrente ma introdotto per motivi legati alla pesca sportiva.
Parole chiave: Macroinvertebrati bentonici, Specie ittiche, Torrente Rosandra.
Abstract - In this paper the results of studies held on benthic macroinvertebrates communities in 8 sampling points of the Rosandra Stream (Trieste, North-eastern Italy) are presented. Samples were collected in July and November 2004 and in May 2005. The aim of this study was to study the communities composition in relation to river and neighbouring environments and also seasonal variability of benthic macroinvertebrates community. In the meantime it was possible to assess the biological water quality, as previously did GASPARINI (1996). The composition of the fish community was then observed in three points and compared with the data published by STOCH et al. (1992). Results show that biological water quality levels after 13 years are unchanged.The analysis of benthic macroinvertebrates community allowed to point out many differences within the stream course, due to morphological factors, ecotone zones conditions and surrounding ecological landscape. Respect to the fish fauna the abundance of Salmo [trutta] trutta population is cause of concern, as this Salmonid fish is not indigenous and was introduced in order to satisfy anglers requests.
Key words: Benthic macroinvertebrates, Fish species, Rosandra stream.
Riassunto breve - Questa lista degli uccelli del Friuli Venezia Giulia, aggiornata al giugno del 2007, comprende 383 specie appartenenti a 20 ordini e 68 famiglie. Sistematica e nomenclatura si rifanno alla recente lista degli uccelli italiani CISO-COI (BACCETTI et al., 2005) elaborata sulla base delle categorie AERC. Questo lavoro comprende solo le specie incluse nelle categorie A, B e C, e le sigle fenologiche impiegate si rifanno alla precedente lista nazionale (BRICHETTI & MASSA, 1998). 197 specie sono nidificanti (11 irregolari, 4 estinte); 125 sono incluse nell’Allegato I della Direttiva Uccelli 79/409. Per le specieaccidentali vengono riportati i dati essenziali delle singole segnalazioni (fino a 5).
Parole chiave: Aves, Check-list, Friuli Venezia Giula, Italia nord-orientale.
Abstract - This list of the birds of Friuli Venezia Giulia region, updated to June 2007, includes 383confirmed species belonging to 20 orders and 68 families. Systematics and nomenclature follow the recent CISO-COI list of italian birds (BACCETTI et al., 2005) based on the AERC categories. This work comprises only those species in categories A, B and C and the abbreviated phenological codes refer to a previous national list (BRICHETTI & MASSA, 1998). 197 are breeding species (11 irregular, 4 extinct);125 are included in Annex I of the Directive Birds 79/409. The vagrant species (up to 5 records) are fully referenced.
Key words: Aves, Check-list, Friuli Venezia Giula region, North-eastern Italy.

Riassunto breve - Vengono descritti e illustrati i graptoliti appartenenti alla Collezione “M. Gortani” ospitata nel Museo Paleontologico “D. Lovisato” dell’Università di Cagliari. Si tratta di una quarantina di campioni riconducibili a sette specie: Monograptus cf. flemingi (SALTER), Cyrtograptus rigidus TULLBERG, Monoclimacis cf. hemipristis (MENEGHINI), Monoclimacis flumendosae (GORTANI), Monograptus? antennularius (MENEGHINI), Pristiograptus dubius (SUESS), Colonograptus cf. gerhardi (KUEHNE) del Wenlock, provenienti principalmente da Goni, ed un campione di Rhaphidograptus toernquisti (ELLES & WOOD) del Llandovery proveniente da Fluminimaggiore.
Parole chiave: Graptoliti, Tassonomia, Siluriano, Sardegna.
Abstract – Graptolites from the “M. Gortani “ Collection stored at the Museo Paleontologico “D. Lovisato “ of Cagliari University are described and illustrated. The collection includes about forty samples, most of them, collected in the famous locality of Goni, belong to seven Wenlockian species: Monograptus cf. flemingi (SALTER), Cyrtograptus rigidus TULLBERG, Monoclimacis cf. hemipristis (MENEGHINI), Monoclimacis flumendosae (GORTANI), Monograptus? antennularius (MENEGHINI), Pristiograptus dubius (SUESS), Colonograptus cf. gerhardi (KUEHNE); one specimen of Rhaphidograptus toernquisti (ELLES & WOOD) come from the Llandovery of the Fluminimaggiore area.
Key words: Graptolites, Taxonomy, Silurian, Sardinia.
Riassunto breve - È segnalata per la prima volta la presenza in Italia dell’Attinotterigio basale Amiopsis (Pisces, Osteichthyes), rappresentato da un esemplare completo in ottimo stato di conservazione rinvenuto nel Cretaceo inferiore (Barremiano) della valle del Torrente Cornappo nelle Prealpi Giulie (Nimis, Udine). Appartiene probabilmente alla specie A. prisca (specie-tipo del genere), i tipi della quale sono stati rinvenuti durante il XIX secolo nel sito Cretaceo di Mrzlek (oggi in Slovenia) nelle Prealpi Giulie vicino a Gorizia, ma attualmente risultano dispersi. In futuro quindi l’esemplare friulano potrebbe essere indicato come il neotipo.
Parole chiave: Amiopsis, Amiopsis prisca, Amiiformes, Barremiano, Cretaceo, Torrente Cornappo, Prealpi Giulie.
Abstract - The basal actinopterygian fish Amiopsis (Osteichthyes) is for the first time reported from Italy. It is represented by a complete and very well preserved specimen found in the Lower Cretaceous (Barremian) of the Cornappo torrent valley, Julian pre-Alps, Udine Province, Nimis municipality. It probably belongs to the species A. prisca (type-species of the genus), whose type fossils were found in the Cretaceous Merzlek site (now in Slovenia) in the Julian pre-Alps near Gorizia during the XIX century, but now are lost. Therefore the Friulian specimen might be chosen as the neotype.
Key words: Amiopsis, Amiopsis prisca, Amiiformes, Barremian, Cretaceous, Cornappo Torrent, Julian pre-Alps.
Riassunto breve - L’esame delle tracce d’uso su un campione di manufatti litici epigravettiani provenienti dall’ US 5 del Riparo di Biarzo ha permesso di approfondire le informazioni sinora acquisite sulle attività svolte dai gruppi umani epigravettiani all’ interno del sito, che si profila come accampamento residenziale in cui si dispiegano soprattutto attività di trattamento di materie prime animali. Il confronto con altri siti epigravettiani di area veneta e friulana evidenzia la varietà degli orientamenti funzionali degli accampamenti, delineando un sistema insediativo stagionale ed articolato in maniera diversificata sia in relazione alle tipologie insediative che al loro contesto geomorfologico e paleombientale.
Parole chiave: Epigravettiano recente, Analisi funzionale, Industrie litiche, Funzione del sito, Sistemi insediativi.
Abstract - Functional analysis of use-wear traces on a sample of lithic artefacts from US 5 of Riparo di Biarzo allowed to increase knowledge about activities carried out by epigravettian human groups at the site, a residential camp where the main activity was the animal resources processing. The comparison with some other epigravettian sites in Venetian and Friulian regions points out a variability in the functional role of the camps, being the settlement system well-organized in relation to the kind of site and its geomorphologic and palaeoenvironmental context.
Key words: Recent Epigravettian, Functional analysis, Lithic industries, Site function, Human settlements.
Riassunto breve - Sono presentati alcuni reperti ceramici del Bronzo recente (XIII - prima metà XII sec. a.C.) raccolti in superficie nel 1999 in comune di Martignacco (UD). Tra i materiali esaminati, riveste un particolare interesse la presenza di un’apofisi cilindroretta di ansa a nastro verticale, elemento tipologico caratteristico del Bronzo recente peninsulare (“Subappenninico”).
Parole chiave: Ceramica, Bronzo recente, Friuli.
Abstract - The author presents a Late Bronze Age pottery assemblage from a site near Martignacco (Udine). Some elements (cylindrical decoration of handle) show cultural relations with the Eastern Po Plain and Peninsular Italy.
Key words: Pottery, Late Bronze Age, Friuli.
Riassunto breve - Vengono commentati i risultati di un censimento floristico del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie (Italia nord-orientale) limitato alla catena calcareo-dolomitica dei Monti Musi. Sono stati visitati 72 siti, rappresentativi degli ambienti più tipici delle Prealpi sud-orientali, in una fascia compresa tra ca. 500 e 1900 metri di quota. I taxa infragenerici censiti sono 105, di cui 3 (Cladonia ramulosa, Collema conglomeratum, Lempholemma polyanthes) sono nuovi per la Flora regionale. Per ogni specie sono riportate brevi note critiche riguardanti forma di crescita, condizioni morfologiche dei talli al momento della raccolta, substrato e siti di raccolta. Vengono infine discusse le probabili cause che determinano la scarsa biodiversità riscontrata.
Parole chiave: Alpi, Biodiversità, Flora, Licheni.
Abstract - The macrolichens of the dolomitic-calcareous Musi Mts (Northern Italy) has been investigated visiting 72 sampling sites distributed between ca. 500-1900 m altitude, and encompassing the main vegetation belts typical of the South-eastern pre-Alps. The list consists of 105 infrageneric taxa.
Cladonia ramulosa, Collema conglomeratum and Lempholemma polyanthes are new to the lichen Flora of Friuli. For each species brief critical notes on growth-form, morphology and substratum are given, together with a list of sampling sites. Causes that might explain the observed low biodiversity are shortly discussed.
Key words: Alps, Biodiversity, Floristics, Lichens.
Riassunto breve - Viene presentata la Check-list della flora briologica del Carso Triestino e Goriziano come contributo allo studio della biodiversità di quest’ area. È stata realizzata con i dati risultanti da recenti erborizzazioni, ai quali sono stati aggiunti anche quelli tratti dalla bibliografia fino ad oggi nota per l’area oggetto d’indagine, e quelli derivanti dalla revisione dei campioni dell’Erbario Crittogamico dell’Università di Trieste (TSB), relativi alle raccolte eseguite sul M.te Valerio (Trieste) in anni precedenti. Essa include complessivamente 296 Briofite e tra queste, 2 epatiche e 24 muschi, che sono nuove segnalazioni per la regione Friuli Venezia Giulia. Sono state effettuate inoltre delle considerazioni floristiche e biogeografiche.
Parole chiave: Briofite, Biodiversità, Check-list, Biogeografia, Carso Triestino e Goriziano, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - A Check-list of the Bryophyte flora of the Karst area of Trieste and Gorizia is presented as a contribution to the study of the biodiversity of this area. It is based on recent collections, with bibliographical data up to now known for the investigated area and those of the Bryophyte Herbarium of the University of Trieste (TSB), concerning collected data from M. Valerio (Trieste) some years ago.
The check-list includes 296 Bryophytes: 2 liverworths and 24 mosses are new records for Friuli Venezia Giulia region. Floristic and biogeographical considerations are added.
Key words: Bryophytes, Biodiversity, Check-list, Biogeography, Karst area of Trieste and Gorizia, Friuli Venezia Giulia.
Riassunto breve - Viene riportato l’elenco floristico della cinta muraria di Palmanova (242 fra specie e sottospecie), di cui sono forniti gli indici di pericolosità e di pregio estetico. Vengono discussi gli spettri biologico, corologico e fitocenotico della flora rilevata, nonchè il suo comportamento nei confronti di differenti tipologie architettoniche. In conclusione, dopo una disamina della situazione attuale dei manufatti, sono formulate alcune proposte d’intervento.
Parole chiave: Flora, Indice di pericolosità, Cinta muraria di Palmanova, Proposte di intervento.
Abstract - The check-list of spontaneous vascular flora of the town wall of Palmanova is presented (242 taxa), as well as the dangerousness index of the species and index value. Biological, chorological and phytocoenotic spectra of the flora is discussed as well as the behaviour of the species on the architectural typologies. Some suggestions for management are given.
Key words: Flora, Dangerousness index, Town wall of Palmanova, Suggestions for management.
Riassunto breve - In questo lavoro viene descritta la qualità biologica delle acque del Fiume
Natisone (Friuli Venezia Giulia, Italia nord-orientale) e dei suoi principali affluenti, i Torrenti Alberone, Cosizza ed Erbezzo, mediante l’applicazione dell’I.B.E. rilevato in otto punti di prelievo: cinque lungo l’asta principale del fiume ed uno in ciascuno dei suoi tre affluenti. Sono stati esclusi i corsi d’acqua minori in quanto piccoli tributari montani di modesta portata. I prelievi sono stati effettuati con frequenza stagionale dal 1998 al 2006. Si è potuto così aggiornare, considerando i taxa rinvenuti, le liste faunistiche preesistenti e constatare una non significativa variazione nel tempo del giudizio globale di qualità relativo all’applicazione dell’ I.B.E. Nell’autunno del 2004, si è applicato l’Indice Diatomico EPI-D, metodo biologico di recente acquisizione, che considera come indicatori di qualità le Diatomee, I prelievi sono stati eseguiti sul fiume Natisone, in tre punti già considerati per l’I.B.E. ed i risultati raggiunti concordano con quelli ottenuti con la classificazione basata sul macrobenthos.
Parole chiave: Qualità dell ‘acqua, Ecosistema fluviale, Indice Biotico Esteso, Indice di Funzionalità Fluviale, Indice Diatomico, Fiume Natisone.
Abstract - In this study we describe the biological water quality of Natisone River (Friuli Venezia Giulia, North-eastern Italy) and its main tributaries, Torrents Alberone, Cosizza and Erbezzo, by means of I.B.E. sampled in eight areas: five, along the main river, and one in each of the three tributaries. Minor mountain creeks have been excluded from the study. Sampling has been performed quarterly during the period 1998-2006. This research allowed to update the pre-existing list of river ‘s fauna, and non-significative changes have been observed in the study period. In autumn 2004, the Diatomic Index EPI-D has been applied, which is a recent research method who considers the presence of Diatomeae as indicators of the water quality. The results are in agreement with those obtained using the macrobenthos.
Key words: Water Quality, River ecosystem, Extended Biotic Index, River Functionality Index, Diatomic Index, Natisone River.
Riassunto breve - Si riportano i risultati ottenuti da uno studio pluriennale sulla fauna ad
Ortotteroidei di un’area costiera dell ‘Alto Adriatico, Valle Vecchia (Caorle, Venezia). Durante 9 anni di indagini più o meno discontinue (1999-2007) sono state individuate 2 specie di Blattodei, 1 Mantodeo, 25 Ortotteri (14 Ensiferi, 11 Celiferi), 3 Dermatteri. L’elemento di maggiore interesse è Roeseliana brunneri (RAMME, 1931), Ortottero endemico delle coste alto-adriatiche. Viene descritta la distribuzione delle specie nei principali habitat presenti nell’area.
Parole chiave: Ortotteroidei, Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera, Litorale veneto,
Ecologia.
Abstract - The results of a research carried out in a coastland of Veneto region, Valle Vecchia (Caorle, Venezia district), on the Orthopteroid insects are presenied. During 9 years (1999-2007) were identified 2 Blattaria, 1 Mantodea, 25 Orthoptera (14 Ensifera, 11 Caelifera), 3 Dermaptera species. Roeseliana brunneri (RAMME, 1931), a northadriatic endemic bushcricket is the most important species. The author describes the distribution of the different species in the principal habitats of the area.
Key words: Orthopteroidea, Blattaria, Mantodea, Orthoptera, Dermaptera, Coastal habitats of Veneto, Ecology.

Riassunto breve - Si tratteggiano sinteticamente le conoscenze geochimiche sulle caratteristiche delle acque di falda, sia freatiche che artesiane, della Pianura Friulana, anche alla luce di una recente campagna di studio. Prendendo in considerazione la distribuzione areale delle concentrazioni dei solfati, dei bicarbonati, dei nitrati, di Ca, Mg, Cl, Na, K, i valori di conducibilità e temperatura e quelli di δ18O‰ e 14C, si propone una zonazione delle acque in funzione delle alimentazioni. Si possono riconoscere quattro province idrogeologiche ben delineate nel primo sottosuolo, meno nette più in profondità. Visti in particolare i risultati della campagna di datazione delle acque, si pone in evidenza come gran parte delle acque artesiane più profonde abbia scarsi scambi con le acque superficiali e tempi di permanenza notevoli. Ciò significa che ad una alta qualità di queste acque si contrappone una altissima vulnerabilità agli emungimenti.
Parole chiave: Idrogeologia, Geochimica, Falde freatiche ed artesiane, Pianura Friulana.
Abstract - The constantly increasing of water demand for human consumptions has necessitated a reconstruction of the hydrogeologic properties and isotopic features of the aquifers of the Friuli Venezia Giulia Plain. These aquifers are composed of a phreatic aquifer and numerous confined aquifers containing both shallow and deep confined groundwaters. Four hydrogeological provinces have been recognised based on the distribution of the major ions (Ca, Mg, Cl, Na, K, NO3, SO4, CO3) as well as on electric conductivity data, temperatures and environmental isotopes (δ18O‰ and 14C). The data from this work allows the mapping of these different provinces that are related to the groundwater recharge areas. These provinces have been well recognised for the surface groundwaters but they become less distinguishable with increasing depth. The groundwater resources of the shallow confined and phreatic aquifers are highly vulnerable to contamination. Deeper confined groundwaters contain older waters with very low recharge rates, consequently, they could be severely impacted by over abstraction.
Key words: Hydrogeology, Geochemistry, Groundwaters, Friuli Plain (Italy).
Riassunto breve - In questo articolo vengono descritti i noduli ferrosi presenti nei sedimenti
recenti delle grotte delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie, Friuli orientale). Sulla base di osservazioni macroscopiche, microscopiche, mineralogiche e chimiche i noduli sono stati distinti in varie categorie per ognuna delle quali è stata supposta una genesi diversa. Vengono quindi proposti dei modelli per la loro formazione e crescita.
Parole chiave: Noduli ferrosi, Grotte, Pisoliti, Silice, Goethite.
Abstract - In this article ferrous nodules of recent sediments from the Natisone Valley caves
(Friuli, NE Italy) are described. According to macroscopic, microscopic, mineralogical and chemical observations, nodules have been subdivided into different categories. For each category a different origin has been supposed. Then some models for nodules’ genesis and growth have been suggested.
Key words: Ferrous nodules, Caves, Pisolites, Silica, Goethite.
Riassunto breve - In questo articolo vengono presentati i risultati relativi alle analisi archeometriche (diffrattometria delle polveri a raggi X, analisi chimica in fluorescenza a raggi X e osservazione di sezioni sottili al microscopio petrografico a luce polarizzata) effettuate su 41 campioni ceramici provenienti dal sito Neolitico di Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli, Udine) e su 20 campioni di suolo raccolti nella zona per definire la scelta delle materie prime necessarie alla produzione ceramica.
Dall’osservazione delle sezioni sottili dei campioni fittili è stata possibile l’identificazione di 5 classi di impasto con caratteristiche micromorfologiche ben distinte e di 2 tipi diversi di trattamento superficiale.
Dall’analisi chimica, in base al contenuto di P2O5 e Ba, si è osservata una chiara distinzione tra i campioni di ceramica riferiti tipologicamente alla Cultura di Fiorano, a quella di Danilo e al Gruppo qui denominato come C, costituito da frammenti ceramici la cui produzione potrebbe essere locale.
Tali differenze possono essere ascritte ad una diversa tecnologia di fabbricazione e più precisamente all’aggiunta di materiale organico (vegetali e ossa) all’interno dell’impasto. Per quanto riguarda la possibilità che i suoli costituiscano la materia prima per la produzione del Gruppo C si è notato che solo un campione ha caratteristiche chimiche affini.
Parole chiave: Analisi archeometriche, Produzione ceramica, Sammardenchia (Udine), Neolitico.
Abstract - Authors present the results of archeometrical analyses (X-ray powder diffraction, X-ray fluorescence spectroscopy chemical analyses and thin section analyses) performed on 41 pottery samples from the Sammardenchia neolitical site (Pozzuolo del Friuli, Udine) and on 20 soil samples collected in the same area to determine which could be the raw materials for the pottery making. According to the observation of thin sections 5 groups have been identified with different micromorphological features and 2 different types of superficial treatment. Chemistry of the pottery allowed to distinguish the “Fiorano” pottery from the “Danilo” and the C Group here defined as “Local” ones. The differences are regarded as consequence of a different technological process of pottery making involving the addition of organic material (bones and plant remains) to matrix. As the supposition that the soils were used as raw material for the “local” pottery making it has been observed that only one soil sample has chemical characteristics similar to local pottery and probably this soil has been used for the “local” pottery making.
Key words: Archeometrical analysis, Pottery making, Sammardenchia (Udine), Neolithic.
Riassunto breve – In questo lavoro vengono riportati i risultati di uno studio di biomonitoraggio condotto tramite l’analisi delle diatomee bentoniche, utilizzate come bioindicatori dello stato di inquinamento ed eutrofizzazione del Fiume Natisone (Friuli Venezia Giulia). Lo studio è stato eseguito attraverso l’applicazione dell’indice EPI-D (Eutrophication/Pollution Index – Diatom based) (DELL’UOMO, 2004). L’analisi della qualità delle acque è stata eseguita su 10 stazioni lungo il corso del fiume attraverso due campagne di rilevamento (Una estiva ed una annuale) nel 2005.
La qualità delle acque è risultata sempre ottima/buona tranne che per la parte finale del corso inferiore del fiume.
Parole chiave: Acque correnti, Diatomee, Qualità delle acque, Indici biologici, Natisone.
Abstract – The results of a biomonitoring study carried out by the analysis of benthic diatoms, used as bioindicators of pollution and eutrophication in the Natisone River (North-eastern Italy), are reported. The EPI-D index (Eutrophication/Pollution Index – Diatom based) (DELL’UOMO, 2004) was applied. Benthic diatoms were sampled in ten stations along the river in summer and autumn 2005. The water quality resulted very good for almost all stations.
Key words: Running waters, Benthic diatoms, Water quality, Biotic indices, Natisone River.
Riassunto breve - Sono stati rideterminati i campioni di sfagni della raccolta di Briofite del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine con l’aggiornamento della sistematica e della nomenclatura e l’aggiunta di un primo contributo di nuovi reperti fra cui una specie nuova per il Friuli Venezia Giulia.
Parole chiave: Sfagni, Museo Friulano di Storia Naturale, Revisione, Nuovi reperti, Specie nuova per la Regione Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The champions of the genus Sphagnum of the Udine Friulian Museum of Natural History have been reidentified with update of systematics and nomenclature and some new reports in addition, among them a species new to the Friuli Venezia Giulia Region.
Key words: Peat mosses, Friulian Museum of Natural History, Revision, New reports, Species new to the Friuli Venezia Giulia Region.
Riassunto breve – Si comunica il ritrovamento di Prunella x dissecta Wender. e P. x spuria Stapf, entità ibride non segnalate nel recente Nuovo Atlante Corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. Di seguito sono brevemente descritti i caratteri distintivi tra le diverse entità ibride includendo P. x intermedia Link, nuova per la Provincia di Udine.
Parole chiave: Friuli Venezia Giulia, Flora, Ibridi, Prunella.
Abstract - Here is reported the founding of Prunella x dissecta Wender. and P. x spuria Stapf, hybrids not included in the recent New Chorological Atlas of vascular plants in Friuli Venezia Giulia. A brief description of critical characters between different hybrids, including P. x intermedia Link, new for Udine province.
Key words: Friuli Venezia Giulia, Flora, Ibridi, Prunella.
Riassunto breve - Durante il 2007 e il 2008 è stata documentata la presenza di Branchipus schaefferi FISCHER, 1834 (Anostraca, Branchipodidae) lungo il medio corso del fume Piave, tra il ponte presso Valdobbiadene e quello di Ponte di Piave (Veneto). Adulti di entrambi i sessi sono stati osservati tra maggio e ottobre in 19 pozze temporanee, distribuite in 13 siti lungo le fasce perifluviali, sia al margine delle aree coltivate sia all’interno dei terreni magredili incolti. Le pozze occupavano depressioni prodotte dal transito di veicoli, con estensione media di pochi metri quadrati, profondità massima inferiore ai 2 dm, fondo argilloso, acqua torbida e vegetazione assente. Il mantenimento delle aree magredili non utilizzate per l’agricoltura appare rilevante per la conservazione locale della specie. L’intensa pratica abusiva del motocross può avere effetti negativi sulle singole popolazioni.
Parole chiave: Branchipus schaefferi, Piave, Veneto, Italia, Distribuzione, Fenologia, Conservazione.
Abstract – The presence of the fairy shrimp Branchipus schaefferi FISCHER, 1834, has been documented in 2007-2008 along the middle course of the river Piave, between the bridge near Valdobbiadene and that at Ponte di Piave (Veneto region, NE Italy). Adult males and females have been found between May and October in 19 temporary rain pools, in 13 localities along the river banks, either at the edge of cultivated lands or well inside uncultivated, stabilized pebble beds. Pools occupied ruts formed by vehicles, with average extent of a few square metres, maximum depth of less than 2 dm, muddy bottom, turbid water and no aquatic plants. Relevant to the conservation of the species is the maintenance of unexploited terrains along the river. Motocross performed illicitly and intensely may affect negatively single popilations.
Kew words: Brachipus schaefferi, River Piave, Veneto, Italy, Distribution, Phenology, Conservation.
Riassunto breve - Sono state indagate le comunità di Ragni epigei presenti nel litorale sabbioso di Valle Vecchia (Caorle, Venezia), confrontando le zoocenosi di diversi ambienti litorali adiacenti: l’avanduna, il primo retroduna, una depressione interdunale umida, una pineta su dune stabilizzate, un fragmiteto e un incolto prossimo ai coltivi dell’entroterra. Sono state complessivamente rinvenute 115 specie di Ragni, appartenenti a 21 famiglie. Vengono analizzate e comparate la composizione e la struttura dell’araneofauna dei diversi ambienti indagati, valutandole dal punto di vista della dominanza e sotto l’aspetto autoecologico. Si sono riscontrati la prevedibile prevalenza di una cospicua componente xerofila nei popolamenti delle stazioni di avanduna e retroduna, dove è risultato dominante Sintula retroversus (O.P.-CAMBRIDGE, 1875), la somiglianza tra i popolamenti delle stazioni più umide (depressione interdunale, fragmiteto e prato incolto) e l’isolamento zoocenotico della pineta rispetto alle altre stazioni.
Viene segnalata per la prima volta per l’Italia Settentrionale Berlandina plumalis (O.P.-CAMBRIDGE, 1872). Sotto il profilo zoogeografico, il corotipo europeo è risultato quello maggiormente rappresentato, accanto ad un significativo contributo dato dal corotipo mediterraneo s.l.
Parole chiave: Arachnida Araneae, Ecologia, Faunistica, Sistemi dunali, Litorale Alto Adriatico.
Abstract: Spider coenoses of the coastal sandy dunes of Valle Vecchia were investigated, comparing different neighbouring habitats: yellow dune, dune heath, humid interdune depression (dune slack), pine-wood on fixed dunes, cane thicket and uncultivated area near the fields. Altogether 115 species of spiders of 21 families were found. Species composition and faunistic structure among the biotopes are analysed and compared, both on species dominance and from the ecological point of view. The expected prevalence of the xerophilic components in the communities of yellow dune and dune heath biotopes is shown, where Sintula retroversus (O.P.-CAMBRIDGE, 1875) is dominant. Further, the affinity between the communities of the most humid stations (humid interdune depression, cane thicket and uncultivated area) and the isolation of the pine-wood community from the other communities are shown. Berlandina plumalis (O.P.-CAMBRIDGE, 1872) is recorded for the first time in Northern Italy. Concerning the zoogeographical aspects, species with European distribution appear dominant, but a remarkable contribution is also given by species with Mediterranean distribution.
Key words: Arachnida Araneae, Ecology, Faunology, Sandy dunes, North Adriatic shore.
Riassunto breve – Il presente lavoro riporta i risultati di raccolte occasionali in varie località del Friuli Venezia Giulia, province di Gorizia e Trieste, effettuate nel periodo 1973- 2005. Nell’ambito di oltre 180 escursioni, che si sono svolte tra marzo e novembre, con cacce diurne e notturne e con l’utilizzo di trappole luminose ed esche, è stato possibile determinare complessivamente 905 specie di Lepidotteri appartenenti a 56 famiglie (numero di records: 2.115). Insieme a diverse nuove segnalazioni per la Regione viene inoltre segnalata come nuova per l’Italia la seguente specie: Peribatodes correptaria ZELLER (Geometridae). Il lavoro comprende infine l’elenco delle specie e la descrizione delle località di raccolta, una carta d’insieme della Regione in cui sono state evidenziate le suddette località, alcune tavole a colori e i commenti su alcune specie particolarmente significative.
Parole chiave: Lepidoptera, Italia, Friuli Venezia Giulia, Carso, Gorizia, Trieste, Adriatico settentrionale, Dati faunistici.
Abstract – This work presents the results of occasional collections in different areas of Friuli Venezia Giulia, Prov. Gorizia and Trieste, in the years 1973-2005. During more than 180 excursions, from March to November, by day and night, with light traps and baits, a total amount of 905 species of Lepidoptera from 56 families was caught (data records: 2.115). Besides new records for the Region, an additional new species for Italy can be recorded: Peribatodes correptaria ZELLER (Geometridae). A full list and description of the localities, a comprehensive map of the Region, some color plates and comments about relevant species are also included.
Key words: Lepidoptera, Italy, Friuli Venezia Giulia, Karst, Gorizia, Trieste, Northern Coast of Adriatic Sea, Faunal data.
Abstract - 684 species of butter! ies and moths are recorded from the area of Valle Vecchia (Caorle, Venezia). The species inventory includes two probably undescribed species: Apatetris sp. n. and a species of the Crambidae subfamily Odontiinae. 9 species are newly recorded from Italy: Phyllonorycter cephalariae, Cosmiotes stabilella, Cosmopterix pararufella, Eulamprotes immaculatella, Scrobipalpa nitentella, Ephysteris insulella, Gynnidomorpha luridana, Clavigesta purdeyi and Assara turciella.
Several species are extremely rare and/or scattered in Italy or even restricted to Valle Vecchia, e.g. Xylomoia stangelmaieri. The importance of the area is furthermore underlined by the occurrence of Lycaena dispar and Euplagia quadripunctaria, two species protected by the Fauna-Flora-Habitat directive of the EU. An ecological analysis underlines the particular importance of the sandy dune system and halophytic depression for Lepidoptera. Bed of reeds and hygrophilous to xerophilous grassland add to the overall diversity. Recent afforestations probably will improve the importance of woody plants. Biogeographically, species which are widely distributed in Eurasia and/or North America or which are even cosmopolitan cover about 72% of the inventory. Furthermore the European and Mediterranean chorotypes are of some importance with 17% and 4% respectively of the species inventory. Finally conservation problems and management are discussed in detail. Suggestions for habitat specific improvements are given.
Key words: Lepidoptera, Faunistics, Conservation, Dune Systems, Italy, Veneto.
Riassunto breve – Sono state rinvenute 684 specie di Lepidotteri nell’area di Valle Vecchia (Caorle, Venezia). L’elenco delle specie include due entità probabilmente non ancora descritte: Apatetris sp. n. e una specie della famiglia Crambidae, sottofamiglia Odontiinae. Nove specie rappresentano nuove segnalazioni per l’Italia: Phyllonorycter cephalariae, Cosmiotes stabilella, Cosmopterix pararufella, Eulamprotes immaculatella, Scrobipalpa nitentella, Ephysteris insulella, Gynnidomorpha luridana, Clavigesta purdeyi e Assara turciella. Diverse specie sono estremamente rare o distribuite localmente a livello italiano, o anche limitate all’area di Valle Vecchia, come nel caso di Xylomoia stangelmaieri. L’importanza dell’area è inoltre sottolineata dalla presenza di Lycaena dispar e Euplagia quadripunctaria, due specie protette dalla Direttiva Comunitaria Habitat (Dir: 92/43 CEE). Un’analisi ecologica evidenzia la particolare importanza del sistema dunale e delle depressioni interdunali per i Lepidotteri. I canneti e le praterie igrofile e xerofile aumentano la diversità complessiva ma sono relativamente meno ricchi di specie rispetto ad altri habitat. I recenti interventi di riforestazione aumenteranno probabilmente l’importanza delle piante forestali sotto il profilo ecologico. Dal punto di vista biogeografico, le specie ampiamente distribuite in Eurasia e/o in Nord America o a distribuzione cosmopolita coprono circa il 72% del totale. Anche i corotipi Europeo e Mediterraneo sono inoltre di rilievo, con rispettivamente il 17% e il 4% del totale. Sono discussi in dettaglio gli aspetti conservazionistici e vengono forniti suggerimenti per interventi migliorativi nei diversi habitat specifici.
Parole chiave: Lepidoptera, Faunistica, Conservazione, Italia, Veneto, Dune litorali.
Riassunto breve - La progressiva espansione del Cormorano (Phalacrocorax carbo) nelle acque interne della Regione e le crescenti lamentele da parte dei gestori degli allevamenti ittici e delle associazioni di pesca sportiva, ha portato l’Ufficio Studi Faunistici della Regione Friuli Venezia Giulia ad elaborare e finanziare nelle stagioni 2005/2006 e 2006/2007 un progetto di monitoraggio della specie nelle acque interne della Regione. Parallelamente, è stata analizzata la dieta del Cormorano, sia a livello qualitativo che quantitativo, al fine di valutare il prelievo delle specie ittiche di maggior pregio.
Parole chiave: Cormorano, Phalacrocorax carbo, Acque interne, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The Great cormorant (Phalacrocorax carbo) progressive colonisation of the inland wetlands and the growing complaint by aquaculture activities managers and recreational anglers, led the Ufficio Studi Faunistici of the Friuli Venezia Giulia Region, to plan and fund a monitoring project in the inland wetlands of the Region during years 2005/2006 and 2006/2007. In parallel, the diet of the species was investigated, both at a quantitative and qualitative level, in order to assess the predation of valuable species.
Key words: Great cormorant, Phalacrocorax carbo, Inland wetlands, Friuli Venezia Giulia.

Riassunto breve - Se da un lato l’antropologia è stata fortemente influenzata dall’evoluzionismo darwiniano, dall’altro è anche vero che Darwin stesso fu piuttosto riluttante ad impegnarsi direttamente sul tema dell’evoluzione umana. Diverse possono essere la ragioni: il desiderio di evitare (ulteriori) confronti accesi; la difficoltà di avere a disposizione reperti “sicuri” ed i dubbi espressi dal suo stesso collega ed amico, Thomas Henry Huxley, sui primi ritrovamenti dell’Uomo di Neanderthal.
Il suo stesso volume “The Descent of Man” viene considerato da molti più un’opera anti-poligenista e anti-schiavista, incentrata sulla selezione sessuale, che un trattato sulle - peraltro all’epoca piuttosto scarse - evidenze relative all’origine del genere umano.
Resta il fatto che in quest’opera Darwin sottolinea temi che ancor’oggi sono determinanti per la paleoantropologia, come la discendenza dell’uomo da una singola specie progenitrice simile alle grandi scimmie, il primato della locomozione eretta nell’evoluzione umana, la nascita degli ominidi nel continente africano e, nel bene e nel male, “la necessaria acquisizione in modo graduale di ciascun potere e capacità mentale”.
Parole chiave: Paleoantropologia, Evoluzione, Darwin.
Abstract - Although the whole sphere of anthropology has been greatly influenced by Darwin’s theory of evolution, it is also true to state that Darwin himself was very reluctant to commit himself directly to the theme of human evolution. There were probably several reasons: the wish to avoid (further) hotly debated arguments; the difficulty of obtaining “reliable” archaeological remains, and the doubts expressed by his colleague and friend, Thomas Henry Huxley, on the early findings of Neanderthal Man. “The Descent of Man” is viewed by many to be more a statement of Darwin’s views on anti-polygeny and anti-slavery - focusing as it does on sexual selection - than a treatise (definitely quite rare in those times) on evidence regarding the origin of the human race.
The fact remains that, in his work, Darwin emphasised topics which are still today fundamental for palaeo-anthropology, such as the descent of man from a single ancestral species similar to the great apes, the unique development of walking upright in human evolution, the rise of hominids in the African continent and, for better or for worse, the necessary and gradual acquisition of all
mental powers and capacities.
Key words: Palaeo-anthropology, Evolution, Darwin.
Riassunto breve - Vengono descritti alcuni nuovi resti di ittiosauri rinvenuti in formazioni del Triassico medio del Friuli settentrionale (Provincia di Udine). Mixosaurus è riportato dalla Formazione di Dont (Anisico, Pelsonico) dei dintorni di Sauris, mentre una vertebra di un taxon indeterminato di dimensioni medie proviene dalle “Torbiditi d’Aupa” (Anisico, Illirico) della
Val Aupa (Moggio Udinese). L’esemplare delle “Torbiditi d’Aupa” è la prima segnalazione di ittiosauri in una unità litostratigrafica che finora ha fornito solo resti di rettili costieri (saurotterigi basali e Tanystropheus) e terrestri (arcosauri).
Parole chiave: Diapsida, Ichthyosauria, Mixosaurus, Triassico, Formazione di Dont, “Torbiditi d’Aupa”, Friuli settentrionale.
Abstract - This paper reports new ichthyosaurian remains found in the Middle Triassic of northern Friuli (Udine Province, Friuli Venezia Giulia, NE Italy). Mixosaurus is reported from the Dont Formation (Anisian, Pelsonian) of Chiaranda Creek near the town of Sauris. A single, isolated vertebra of a medium-sized, indeterminate taxon comes from the “torbiditi d’Aupa” (Anisian,
Illyrian) of the Aupa Valley (Moggio Udinese Municipality). The latter specimen is the first report of an ichthyosaur in the “torbiditi d’Aupa” where only coastal (basal sauropterygian and Tanystropheus) and terrestrial (archosaur) amniotes were found to date.
Key words: Diapsida, Ichthyosauria, Mixosaurus, Triassic, Formazione di Dont, “Torbiditi d’Aupa”, Northern Friuli.
Riassunto breve - Il Monte Cocco è una delle aree delle Alpi Carniche dove i depositi siluriani sono più estesi e il contenuto fossilifero è più abbondante. Si tratta quasi esclusivamente di Calcari a Orthoceras, di età compresa tra il Telychiano e il Pridoli.
Le associazioni fossili sono dominate da cefalopodi nautiloidei, bivalvi e trilobiti; inoltre è significativa la presenza di gasteropodi, coralli solitari e anellidi. Le abbondanti faune a conodonti consentono una precisa datazione degli affioramenti.
Parole chiave: Biostratigrafia, Cefalopodi, Conodonti, Trilobiti, Bivalvi, Siluriano, Alpi Carniche.
Abstract - Among the Carnic Alps, Monte Cocco area presents some of the better outcrops of Silurian rocks, and the more abundant fossil content. These sediments are mainly represented by Orthoceras limestones of Telychian-Pridoli age. Fossil associations are dominated by nautiloid cephalopods, bivalves and trilobites, whereas gastropods, rugosae corals and annelids are also quite abundant. Abundant conodont fauna allows a precise datation of the outcrops.
Key words: Biostratigraphy, Cephalopods, Conodonts, Trilobites, Bivalves, Silurian, Carnic Alps.
Riassunto breve - Questo lavoro si propone di analizzare i dati stratigrafici, sedimentologici e composizionali di un’unità prevalentemente ruditica denominata Conglomerato di Osoppo la cui età, sulla base delle evidenze paleontologiche desunte dalla recente letteratura, è riferibile al Miocene sommitale - ?Pliocene inf. Il litosoma affiora lungo il fronte prealpino friulano, a N di Udine, e ha la sua esposizione massima al Colle di Osoppo e nella estesa fascia ruditica che sovrasta il vicino abitato di Braulìns, alle pendici meridionali del M. Brancot. I due nuclei affioranti, Osoppo e Braulìns, sono oggi separati dal Fiume Tagliamento. In tempi pre-quaternari formavano un litosoma unico sedimentatosi in ambienti alluvionali. L’analisi di facies evidenzia un orizzonte deltizio-lacustre (di potenza pari o superiore a 50 m, paleo-Lago di Osoppo-Braulìns) che s’intercala (Osoppo) o precede (Braulìns) la successione fluviale. è proposta la ricostruzione del perimetro del lago e la derivazione dei suoi apporti ghiaiosi. Le misure di paleo-corrente - riferite in gran parte alle incisioni basali di canali fluviali intrecciati e all’assetto clinostratificato dei frequenti foreset deltizio-lacustri - congiuntamente alle analisi composizionali degli elementi ruditici, hanno consentito di valutare la derivazione degli apporti del Conglomerato di Osoppo suggerendo le direttrici dei drenaggi mio-pliocenici friulani. Le considerazioni conclusive riassumono le modificazioni paleo-ambientali del settore, inserite nel contesto deformativo neoalpino, proponendo, in parallelo, l’evoluzione del coevo reticolo paleo-idrografico nel suo nodo di massima importanza regionale.
Parole chiave: Friuli, Paleo-idrografia, Ambiente fluvio-deltizio-lacustre, Analisi di facies, Miocene sup., Pliocene inf.
Abstract - Aim of this work is to define the sedimentary evolution and the palaeo-drainage pattern of the central Friuli area during the Mio-Pliocene times. The tools are the facies analysis, the composition of the thick ruditic deposits and the lithofacies correlation concerning the Conglomerato di Osoppo (Upper Miocene-Lower Pliocene) in the stratotype area (Colle di Osoppo) and its surroundings (Braulìns). The unit is made of mainly well cemented rudites with scanty mud and sand forming a well defined thin horizon. At present the original continuity of the Conglomerato di Osoppo is interrupted by the wide gravelly river-bed of Tagliamento. The palaeo-environments correspond to fluvial to deltaic-lacustrine conditions. The facies analysis depicts a >50 m deep lake which interrupted the fluvial supremacy. Palaeo-current analyses and compositional data from the rudites (fluvial braided channels and deltaic foresets) contribute to reconstruct the Mio-Pliocene drainage pattern. The conclusive remarks take into account the main evolution steps of the study area.
Key words: Friuli, Palaeo-hydrographical pattern, Fluvial-deltaic-lacustrine environment, Facies analysis, Upper Miocene, Lower Pliocene.
Riassunto breve - Si riportano i risultati di uno studio sull’idrogeologia del gruppo montuoso del M. Verzegnis (Prealpi Carniche Orientali). Sono stati condotti rilevamenti geologici in superficie e nelle principali cavità carsiche al fine di definire la geometria e le caratteristiche idrogeologiche delle formazioni che costituiscono l’idrostruttura e le condizioni di circolazione dell’acqua nell’acquifero. Nell’area indagata sono state individuate 26 sorgenti, le principali delle quali negli anni 2003 e 2004 sono state monitorate con misure mensili di temperatura, conducibilità, portata, chimismo, δ18O e radon disciolto. Il δ18O è stato monitorato anche nelle precipitazioni meteoriche mediante l’installazione di tre pluvioraccoglitori. I dati raccolti hanno consentito di dare una prima caratterizzazione dei reticoli di drenaggio che alimentano le principali sorgenti afferenti all’idrostruttura.
Parole chiave: Idrogeologia, Carsismo, Prealpi Carniche, Monitoraggio di sorgenti, Idrochimica, Geochimica isotopica.
Abstract - The study concerns the hydrogeology of the Verzegnis group Mt. (Western Carnic Prealps). To define the hydrogeological characteristics of the lithology and the water drainage conditions, geological surveys were conduct also in caves. In the studied area 26 springs were identified. The most important of which were investigated for a two years period (2003-2004). Water temperature, water conductivity and discharge measures were monthly performed. To determine hydrochemical characteristics, δ18O and radon concentration, water samples were monthly collected. δ18O values were measured also on precipitations collected during the monitored period in three collection sites. The data obtained permitted to have a preliminary characterization of drainage networks relative to the most important springs fed by Verzegnis Mt. hydrostructure.
Key words: Hydrogeology, Karst, Carnic Pre-Alps, Spring monitoring, Hydrochemistry, Isotope geochemistry.
Riassunto breve - Vengono riportati i primi risultati conseguiti dalla ricostruzione dei percorsi pleistocenici-olocenici dei fiumi Isonzo, Natisone, Torre e Cormor nella bassa pianura friulano- isontina e nella laguna di Grado. È emerso che i paleo-fiumi che disseccavano la piana costiera sono testimoniate da evidenze geomorfologiche (dossi e alvei sepolti), sedimentologiche (depositi via, via più fini), pedologiche (suoli più o meno maturi) messe in evidenza dalla recente cartografia CGT e GeoCGT della Regione Friuli Venezia Giulia e comprovate da indagini geoarcheologiche. La complessa paleo-rete idrografica della piana costiera così ricostruita si prolunga con alcuni bracci anche in laguna e, in parte, in mare. Nella parte emersa i corsi d’acqua palesano una forte instabilità laterale manifestata da frequenti cambiamenti di percorso che hanno portato i paleo-fiumi a giustapporsi, sovrapporsi, erodere e sedimentare le alluvioni precedenti, dando luogo a corpi sedimentari di difficile riconoscimento specifico. Abbinando ai dati di geologia di superficie, quelli ricavati da sondaggi stratigrafici e quelli archeologici si sono ipotizzati alcuni scenari articolati in delta e lagune che ricostruiscono l’assetto della bassa pianura e della costa nell’Olocene.
Parole chiave: Paleo-idrografia, Pianura costiera, Laguna, Olocene, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The preliminary results by the reconstruction of the pleistocene - holocenic waterways of the Isonzo, Natisone, Torre and Cormor Rivers in the Isonzo-Friuli low plain and in the Grado lagoon are reported. The palaeo-rivers that dry up the coastal plain are identified from geomorphological (fluvial ridge and buried river bed), sedimentological (vertical gradation of deposits) and pedological (maturity of soils) evidences illustrated also in the recent CGT and GeoCGT of the Region Friuli Venezia Giulia cartography. These geological data are supported also by geoarchaeological investigations. The complex palaeo-hydrography network reconstructed in the coastal plain continues seaward in lagoon and nearly offshore where palae-channels have been recognized.
The palaeo-channel of the emerged part of the plain shows lateral instability proved by continuous adjustments causing their juxtaposition and overlap, thus producing ubiquitous aggradation and erosion processes on the older alluvial deposits. Thus the architecture resulting of the sedimentary bodies is interpreted with difficulty. By comparing the data from the surface and sub-surface geology (i.e. morphology, pedology, sedimentology and stratigraphy) from the archaeological surveys, some complex sceneries including deltaic and lagoonal environments are hypothesized in the Friuli Venezia Giulia low plain and the Grado lagoon during the Holocene.
Key words: Palaeo-hydrography, Coastal plain, Lagoon, Holocene, Friuli Venetia Giulia.
Riassunto breve - Le Alpi italiane furono una regione nota ai Neandertaliani nelle ultime due migliaia di decadi della loro esistenza.
I dati archeologici provenienti da siti in riparo sottoroccia e all’aperto provano che questi ominidi erano pienamente in grado di approvvigionarsi e sfruttare risorse minerali e animali, mettendo in atto strategie profondamente radicate nei sistemi sociali fin dai periodi più antichi. La presenza umana spazia dal margine delle terre padane ai comprensori prealpini e alpini, gravitando in una fascia caratterizzata da un’elevata e serrata variabilità geo-ambientale. Evidenze cronometriche, ecologiche, economiche e culturali, permettono di identificare forme di adattamento ai cambiamenti climatici e di siti funzionalmente diversificati, oltre ad identificare innovazioni e affinamenti nella tecnologia litica.
Parole chiave: Alpi, Homo neanderthalensis, Paleolitico medio, stadio isotopico 3, sussistenza, insediamento.
Abstract - The Italian Alps were familiar to the Neanderthals during the last twenty thousand years of their existence. The archaeological evidence from several sheltered and open-air sites proves these hominins were totally able to provide for themselves and exploit mineral and animal resources, elaborating strategies that had been deeply rooted in their social system since the earliest periods. Human presence spread from the borders of the Po plain to the pre-alpine and alpine areas, a territory in which the geographical and ecological contexts differ suddenly and markedly. Chronometric, ecological, economic and cultural evidences reveal how they adapted to changes in climate, how they functionally organized their camps for different purposes and also pinpoint innovations and improvements in lithic technology.
Key words: Alps, Homo neanderthalensis, Middle Palaeolithic, isotope stage 3, subsistence, settlement.
Riassunto breve - Gli autori tracciano un quadro della Cultura dei vasi a bocca quadrata dell’Italia nord-orientale alla luce dei risultati emersi dalle nuove ricerche sul campo, che hanno consentito anche una revisione dei dati storici noti per il territorio. Gli esordi di questo nuovo scenario culturale sono stati individuati al momento solo dal punto di vista tipologico nei siti di
Lugo di Grezzana (Verona), Quinzano Veronese (Verona) e Fimon - Pianezze (Vicenza). Evidenze più significative provengono dalla fase piena e finale della Cultura quella che storicamente viene identificata con lo “stile meandro-spiralico” e/o lo “stile ad incisioni ed impressioni”. Le recenti ricerche hanno infatti consentito una migliore definizione cronologica dei due aspetti, che pur esprimendo una profonda differenza culturale, sembrano aver interagito e coesistito. La Cultura dei vasi a bocca quadrata si esaurisce in quest’area del Paese in modi non ancora del tutto chiari.
Per quanto riguarda i dati paleoeconomici, la ridotta presenza di siti analizzati nell’Italia nord-orientale e la difficoltà nell’individuare delle differenze regionali, hanno reso necessario un ampliamento dell’area presa in esame. Le specie vegetali attestate a fini agricoli comprendono un discreto numero di cereali e di leguminose, il lino e il papavero, ovvero sia specie derivate dal “pacchetto neolitico iniziale” proveniente dalla Mezzaluna Fertile, che specie secondariamente acquisite.
Per quanto riguarda invece la fauna, gli aspetti precoci della Cultura sembrano proporre una certa continuità nello sfruttamento delle prede selvatiche, cui si affianca l’allevamento di domestici più o meno rilevante a seconda del sito, a dimostrazione che l’attività di gestione del bestiame domestico non è ancora del tutto affermata. Con il II stile della Cultura sembra realizzarsi un incremento delle attività di allevamento e un apparente declino delle risorse selvatiche. In particolare nella fase successiva sembra evidenziarsi un incremento progressivo della rilevanza dell’allevamento ovicaprino che si affianca a quello dei bovini e dei suini ed indica forse un cambiamento non solo nelle scelte economiche legate allo sfruttamento di altri prodotti precedentemente considerati meno importanti, ma anche nelle caratteristiche dell’ambiente e delle modalità insediative.
Parole chiave: Neolitico, Cultura dei vasi a bocca quadrata, Cronologia, Paleoeconomia, Italia nord-orientale.
Abstract - The authors trace a picture of the Square Mouthed Pottery (SMP) Culture in north-eastern Italy in the light of the results emerging from new excavations, which have also made it possible to review old data regarding the area.
At the moment, typological aspects related to the beginning of this new cultural setting have only been identified at the sites of Lugo di Grezzana (Verona), Quinzano Veronese (Verona) and Fimon - Pianezze (Vicenza). There is more significant evidence relating to the main and final phase of the culture, historically identified as the “meandro-spiralico” style or the “ad incisioni ed impressioni” style. Recent research has indeed allowed better chronological definition of the two aspects, which albeit representing profound cultural differences, would seem to have interacted and coexisted. The SMP culture exhausted itself in this area of the country in a manner which has yet to be fully clarified.
As far as palaeo-economic data is concerned, the limited presence of sites analysed in north-eastern Italy and the difficulties in identifying regional differences have made it necessary to extend the area taken into consideration. The plant species known to have been used for agricultural purposes include a significant number of cereals and pulses, flax and poppy, hence both species deriving from the “initial Neolithic package” coming from the Fertile Crescent, and species acquired subsequently.
As regards fauna on the other hand, the early phases of the culture would seem to suggest a certain continuity in the exploitation of wild animals, combining with the rearing of domestic animals, which was more or less important depending on the site, demonstrating that animal husbandry was not yet fully established. In the style II phase of the culture there would seem to have
been an increase in the rearing of animals and an apparent decline in the use of wild resources. In particular, in the later phase there was apparently a progressive increase in the importance of rearing sheep and goats, alongside the rearing of cattle and pigs, perhaps indicating a change not only in economic choices linked to the exploitation of other products previously considered to be
less important, but also in the characteristics of the environment and settlement patterns.
Keywords: Neolithic, Square Mouthed Pottery Culture, Chronology, Palaeoeconomy, North-Eastern Italy.
Riassunto breve - Le indagini condotte sul territorio comunale di Buttrio (Udine, Friuli Venezia Giulia) a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, hanno portato alla raccolta di numerosi manufatti in selce litica scheggiata, presenti in superficie. Il materiale, oggi in deposito presso il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, è stato oggetto di uno studio tecno-tipologico che ha messo in luce l’esistenza di una pluralità di frequentazioni preistoriche del sito collocabili in diverse fasi cronologiche.
Pochi manufatti, grazie ad alcuni elementi discriminanti (metodo di scheggiatura Levallois, raschiatoi di tipo Quina), sono stati attribuiti al Paleolitico medio mentre i restanti materiali sono da ascrivere ad una frequentazione dell’area durante il Neolitico antico.
La gestione economica delle materie prime vede la predominanza dei litotipi locali sulla selce alpina che, contrariamente, si va diffondendo in maniera estesa nell’area padana e friulana occidentale con l’inizio del Neolitico antico. Questo dato associato alla vicinanza del sito alle aree di reperimento della selce locale, fa propendere per un’interpretazione funzionale di Buttrio quale centro destinato all’approvvigionamento delle materie prime. I dati tecnologici suggeriscono l’utilizzo di schemi operativi semplici, privi di una fase preliminare di messa in forma e caratterizzati da uno sfruttamento progressivo del volume del nucleo, mediante l’arretramento graduale della superficie di estrazione. Per quanto riguarda la struttura tipologica dell’industria, le caratteristiche evidenziate trovano pieno riscontro negli altri complessi litici dell’alta pianura friulana, delineando un quadro sostanzialmente unitario: classi dei grattatoi e delle troncature generalmente numerose, presenza di rari trapezi e di frequenti romboidi (anche di piccole dimensioni), l’uso della tecnica del microbulino, la saltuaria presenza di Bulini di Ripabianca e la presenza di manufatti in pietra levigata. Alcuni nuclei (per lo più discoidali) e tre geometrici trapezoidali potrebbero essere attribuibili al Mesolitico recente, anche se queste tipologie compaiono sporadicamente all’interno di altri siti del primo Neolitico.
Il ritrovamento di alcuni foliati e di pochi strumenti di fattura campignana, sembra invece ricondurre a periodi più recenti, confermando il perdurare dell’occupazione di quest’area attraverso l’intero periodo del Neolitico fino all’avvento delle prime culture delle età dei metalli.
Parole chiave: Paleolitico medio, Neolitico antico, Industria litica, Friuli orientale.
Abstract - The surveys realized on the territory of Buttrio (Udine, NE Italy) from the Nineties, led to the collection of a rich chipped stone assemblage recovered on the surface. The material, now in storage at the Friulan Museum of Natural History, has been the object of a techno-typological study that has revealed the existence of several prehistoric occupations in different historical phases.
Few artefacts, thanks to certain discriminatory factors (Levallois method, Quina-type scrapers), were attributed to the Middle Palaeolithic while the remaining materials could be referred to the Early Neolithic.
The economic management of raw materials is characterized by the predominance of local flint to the prejudice of the “alpine” flint that, in contrast, is spreading extensively in the Po Valley and western Friulan plain with the beginning of the Early Neolithic. This data associated with the proximity of the site to the finding areas of local flint, does suggest Buttrio as a functional centre for the supply of raw materials. The technological data suggest the use of simple project, without a preliminary stage of preparation, and characterized by progressive depletion of the volume of the core through the gradual decline of the area of extraction. Regarding the typological structure, the features highlighted are fully comply to the other lithic complex of the high Friulan plain, outlining a substantially unitary framework: category of endscrapers and truncations usually numerous, presence of rare trapezoids and numerous rhomboids (also frequently small), the use of the micro-burin technique, the occasional presence of Ripabianca Burins and the presence of polished stone. Some cores (mostly discoid) and three trapezoids might be referred to the Recent Mesolithic, even though these types appear sporadically within other sites of the Early Neolithic. The discovery of some arrowhead with flat retouch and few tools of “campignanoide” technique, seems to lead to more recent periods, confirming the continued employment of this area through the entire period of the Neolithic Age until the beginning of the Copper Age.
Key words: Middle Palaeolithic, Early Neolithic, Lithic industry, Eastern Friuli.
Riassunto breve - Sono stati considerati materiali da ricerche di superficie non sistematiche provenienti dall’area delle risorgive tra Orcenico Superiore (comune di Zoppola) e Savorgnano (comune di S. Vito al Tagliamento) e riferibili a diversi momenti di frequentazione dal Mesolitico al Bronzo antico. I rinvenimenti si collocano su un dosso ghiaioso tardoglaciale che ha costituito fino a oggi un’area stabile e al riparo dalle esondazioni del F. Tagliamento e del T. Meduna. In questo lavoro vengono presentate le industrie mesolitiche, principalmente della fase recente di tradizione castelnoviana. La tipologia litica indica lo svolgimento di attività diversificate non specializzate per quanto la natura dei rinvenimenti ostacoli ulteriori interpretazioni.
Varie catene operative sono state applicate per l’ottenimento di lamelle e di schegge. Le materie prime sono in larga misura di provenienza locale, solo alcuni pezzi sono riferibili ad affioramenti delle Prealpi Carniche, indicando una mobilità impostata lungo gli assi fluviali in direzione nord-sud, mentre pochi o nessun elemento sembra giungere dal territorio udinese, ricco di ciottoli silicei di buona qualità. Altre differenze di carattere tecnologico e tipologico mostrano come vi fosse una separazione territoriale piuttosto netta tra i due lati del Tagliamento. Confrontando i dati noti per le frequentazioni mesolitiche del Friuli nel loro contesto morfologico e ambientale emerge un sistema logistico di mobilità incentrato su siti relativamente estesi e ricchi di materiali posti al confine di aree ecologiche differenziate; a questi fanno complemento bivacchi di breve durata caratterizzati da dimensioni ridotte e meno materiali nella media montagna.
Parole chiave: Mesolitico, Castelnoviano, Pianura Friulana, Geomorfologia, Industria litica, Materia prima, Sistema insediativo.
Abstract - The authors present the work undertaken on the lithic material collected in the spring area between Orcenico Superiore and Savorgnano (Pordenone-Italy). The sites are located on an NE-SW elongated Lateglacial gravel ridge, which to the present day is to be considered a stable area (i.e. preserved from alluvial and erosive action of Tagliamento and Meduna rivers).
Different periods are represented in the lithic industries, spanning from the Mesolithic to the Bronze Age. This paper presents the results of the study carried out on the Mesolithic industries, mainly to be ascribed to the Castelnovian tradition. The typological composition of the assemblages shows different activities which could be associated with residential camps, without any particular specialization although this kind of interpretation could be biased by the non systematic nature of the findings. Different operational chains were in place, aiming to produce either bladelets or flakes. Raw materials are mostly of local origin, although few pieces were brought in from the Prealps, showing a North-South mobility along river routes. At the same time, there are scarce lithic materials imported from the upper part of the Udine plain, which is rich in good quality flint pebbles. Further technological and typological differences show a rather neat separation between sites on either sides of Tagliamento river. When we consider the distribution of Mesolithic sites in Friuli, a logistical settlement system seems to emerge: bigger sites are located at the edge of
ecologically differentiated areas in connection with stable water sources such as the spring area between Orcenico and S. Vito al Tagliamento and the piedmont; complementary to those, task-related short-term sites characterised by less materials and fewer lithic types are found in the Prealps at middle altitude.
Key words: Mesolithic, Castelnovian, Friulian Plain, Geomorphology, Lithic industry, Raw material, Settlement system.
Riassunto breve - Contestualmente alla presentazione di un esemplare inedito di ascia a occhio rinvenuto a San Daniele del Friuli, si propone una rassegna dei dati attualmente disponibili sulla presenza e la distribuzione delle asce in rame di età eneolitica nel territorio regionale.
Parole chiave: Asce, Eneolitico, Friuli Venezia Giulia.
Abstract - The evidences of copper age in the territory of Friuli Venezia Giulia are rather scarce. At the present state of the researches we are dealing above all with isolated finds, as metal axes, shaft-hole axes, and flint dagger blades, and flint package finds from the surface of the fields; the stratigraphic available evidence is about two domestic sites and one pit excavated close to a grave structure. In the examined area, the copper age axes are documented by around 10 items, which have been found isolated. In this paper a summary of the results, emerging from study of this materials, is presented, in particular as regards aspects linked exclusively to the typology to which the authors tent to attribute a generic chronological significance on the basis of the letterature. This brief account presented here should open the way - we hope - to re-examine the beginning of the metallurgy in this territory, according to the procurement of raw material, the diffusion of these items and the production tecniques.
Key words: Axes, Copper Age, Friuli Venezia Giulia.
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